Laboratorio di Martorana alla Badiella: l’importanza della manipolazione nella scuola dell’infanzia

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La storia dei caratteristici dolci dei defunti, a base di mandorle e zucchero, è assai antica e risale alla fondazione del monastero della Martorana, ad opera di Eloisa e Goffredo Martorana, databile intorno al 1194, vicino la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio.

 La tradizione narra che nel giorno della festa di Ognissanti, le monache del monastero della Martorana, per accogliere il vescovo o il re in visita al chiostro, di fronte agli alberi spogli, a causa dell’autunno, decisero di ornare il giardino con dei deliziosi dolcetti dai colori accesi a forma di mandarini e limoni, realizzati con un impasto di mandorle. All’episodio si fa, dunque, risalire sia l’origine della frutta martorana, sia il nome di “pasta reale”.

Il 2 Novembre è per i bambini una giornata di festa particolarmente gioiosa, non solo per l’attesa dei regali ma anche per la preparazione di dolci tradizionali, per l’occasione i bambini della Badiella preparano, con i loro insegnanti, la “Frutta martorana” tipico dolce della Sicilia.

Eccellente il lavoro svolto dalle maestre, grazie al contributo delle mamme hanno realizzato un vero e proprio laboratorio di manipolazione e pittura per la realizzazione della frutta martorana.

Alle attività manipolative per dare forma e colore alla pasta di mandorle si aggiunge così, attraverso la valorizzazione delle tradizioni, il senso di appartenenza al territorio e alla propria cultura.

La manipolazione tattile è la prima forma di comunicazione del bambino ed è un linguaggio di amore e di conoscenza. Il termine manipolazione è utilizzato nella prima infanzia per indicare quelle attività che consentono al bambino di esplorare, di scoprire le caratteristiche dei materiali attraverso le mani e di creare.

Il bambino solitamente ama lavorare con i materiali plasmabili. Questo tipo di attività, oltre a procurargli un immediato piacere di tipo senso motorio, gli offre un importante risvolto simbolico (ovvero il sentirsi protagonista nel modellare la realtà esterna) e lo avvia alla consapevolezza che ogni sua azione lascia un’impronta e questa è espressione di sé.

L’attività di manipolazione risponde a molti bisogni dei bambini, stimola la loro creatività, sviluppa competenze sensoriali, motorie, cognitive ed espressive, favorisce la coordinazione oculo-manuale e sviluppa la manualità fine.

Durante l’attività di manipolazione i bambini immergono le loro mani e la loro immaginazione nel materiale proposto, come ad esempio la creta, dove le mani si muovono, la materia si adegua ad esse e la loro creatività si accende. Il piacere dell’esplorazione, della trasformazione delle cose con l’azione delle proprie mani, fa parte della vita stessa dei bambini; i colori, i materiali plastici, quelli naturali e di recupero diventano strumenti importantissimi per sollecitare la scoperta e la costruzione di nuove modalità espressive e di conoscenza del mondo.

Il ruolo dell’adulto è una presenza interessata ed affettuosa ma non intrusiva, come dice B. Munari. Il suo compito è predisporre con cura l’ambiente, renderlo stimolante e confortevole, preparare i materiali più adatti alla manipolazione, in relazione all’età. Un attento osservatore delle dinamiche dei bambini che però sa tenersi in disparte per non influenzare la libera creazione del bambino.

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