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Amministrative 2019. “Il Mosaico” non scioglie ancora la riserva: Abbiamo i numeri, ma prima serve un progetto concreto di sviluppo

Monreale, 6 ottobre 2018 – I tempi sono ancora prematuri per confermare la presentazione di un progetto amministrativo alla città. Devono prima crearsi i necessari presupposti per offrire un serio e concreto progetto di sviluppo alla città, in grado di farla uscire dalle sabbie mobili in cui si trova.

È questo un dato “politico” emerso ieri pomeriggio dall’incontro organizzato dal movimento “Il Mosaico”.

I numeri per costituire una lista forte ci sono, il sostegno da parte di una parte consistente della città c’è, ma si devono prima mettere a frutto le competenze che si stanno attivando all’interno di questo percorso per sciogliere la riserva.

Ieri è stato anche il momento di presentazione dell’associazione “Il Mosaico”, che a breve verrà registrata, e che si muoverà parallelamente all’omonimo movimento politico, ma che potrebbe avere vita propria, specialmente nel caso in cui si dovesse decidere di rinunciare alla presentazione della lista elettorale.

“Siamo nati da un esperimento di progettazione partecipata con le associazioni del territorio – ha rimarcato Roberto Gambino – . Si potrebbe decidere di continuare solo su questo versante”.

Una opzione mai scartata, anche alla luce del momento di studio che ieri è stato dedicato al dissesto finanziario dell’ente, grazie all’aiuto del dott. Enrico Russo che ne ha spulciato e spiegato cause e responsabilità.

Roberto Gambino, eletto ieri all’unanimità portavoce dell’associazione, ha sottolineato la grande difficoltà nel trovare interlocutori politici con i quali aprire un dialogo su un progetto programmatico, visto che lo stato di dissesto al quale è arrivato l’ente porta tante firme in calce, ma anche la responsabilità di tanti amministratori, appartenenti a tante forze politiche, che non hanno svolto fino in fondo il loro compito di ispezione e controllo.

“Abbiamo sempre detto che non parleremo con chi è responsabile del dissesto, ma dopo quest’attenta analisi ci troviamo in una posizione sempre più solitaria. C’è una difficoltà oggettiva a verificare chi sono gli interlocutori politici con cui provare ad avviare un dialogo”. Da qui la necessità di cambiare schema, e di rivolgersi ai portatori di interesse locali, chiesa, commercianti, imprenditori, associazioni.

Gambino ha anche voluto sottolineare come il progetto amministrativo in cantiere non abbia un perimetro di riferimento politico definito, né tantomeno sia legato ad alcun ragionamento politico a livello regionale o nazionale: “Abbiamo un progetto assolutamente locale e partecipativo, legato al momento storico di grave difficoltà economica per il comune di Monreale. Il nostro principio ispiratore è la democrazia partecipata”.

Nel corso dell’incontro, non condotto a porte chiuse ma ammettendo la presenza della stampa, “perché vogliamo agire con la massima trasparenza, ed aprire un processo alla luce del sole a partire dalle fasi costituenti del movimento”, è stato rimarcato come il progetto politico debba caratterizzarsi per un atteggiamento scientifico, documentale, serio nell’approfondimento delle tematiche.

Per questo ieri è stato importante studiare la situazione economico-finanziaria del comune, per capire da dove si deve partire. Una situazione sconfortante, che porterà il comune ad adottare certamente ulteriori tagli ai servizi sociali, quali scuolabus e trasporti locali.

“Bisogna superare l’incapacità di progettazione. La proposta amministrativa di sviluppo per la città non potrà quindi che partire da uno studio sulle opportunità legate ai fondi della regione Sicilia, fondi strutturali sulla filiera dei servizi sociali, piani viari, potenziamento dell’editoria, paese albergo. Bisogna lavorare sui piani di azione locali, che prevedono che i vari portatori di interesse, a trazione pubblica o privata si spingano per consorziarsi in varie forme per negoziare l’erogazione delle risorse disponibili”.

“Siamo attivatori di comunità, attivatori di quei processi che portano al bene comune, processi politici, sociali, culturali, e speriamo amministrativi e gestionali”.

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