Monreale, 3 ottobre 2018 – La cessione al comune di Monreale del 30% dei terreni di privati cittadini, a titolo gratuito, necessaria per ottenere la concessione edilizia, è finalizzato a consentire all’ente di realizzare le opere di urbanizzazione. Si tratta di un obbligo spesso malvisto, alla stregua di un inutile obolo da versare, dato che in alcuni casi tali opere non vengono effettuate e i terreni rimangono abbandonati.
Alberto Arcidiacono, candidato sindaco alle prossime amministrative, solleva la questione, proponendo una alternativa. Quella del trasferimento, a titolo oneroso, di tali aree ai privati, che avrebbero la possibilità di utilizzarle e di valorizzarle, consentendo al comune un ricavo.
“L’articolo 13 – spiega Arcidiacono – delle Norme di Attuazione del Piano Regolatore Edilizio, rubricato Zone VL, subordina l’attività edilizia all’adozione dei piani particolareggiati e alla approvazione dei piani di lottizzazione e ne detta le prescrizioni. Il soprindicato art. consente inoltre un’attività edilizia a mezzo di singola concessione cedendo, gratuitamente al Comune, il 30% dell’area proposta per l’insediamento e ciò per la realizzazione di opere di urbanizzazione secondarie non delimitate nel PRG. L’area ceduta è comprensiva degli spazi previsti dal D.M. 2.4.1968 n. 1444 e la densità edilizia afferente non può essere asservita. Orbene, anche se questo ultimo aspetto normativo ha consentito in questi 40 anni un’attività edificatoria lontana da quella regolata attraverso i piani attuativi sopracitati, ha comunque prodotto un’importante economia nonché uno sviluppo urbanistico controllato. Alla fine la cessione del 30% dell’area, da molti concittadini vista come imposizione, altro non ha fatto che agevolare tutti coloro che, non essendo in possesso di aree sufficienti per la redazione dei piani di lottizzazione, hanno potuto, al loro pari, dare corso ad attività edificatorie con obblighi similari a quelli derivanti dai suddetti piani. Avuto riguardo delle superiori premesse e condiviso la norma ed ogni sua finalità la realtà odierna è quella di avere trasferito al patrimonio comunale migliaia di aree di modesta estensione territoriale. Su queste per ovvi motivi nessuna opera di urbanizzazione secondaria potrà essere realizzata! Sicché il Comune disporrebbe di tutta quella densità edilizia non asservita ai lotti edificati senza di fatto poterla impiegare. Perché non pensare oggi ad una alienazione delle aree cedute, con diritto di prelazione dei proprietari originari o ai loro avente causa, dietro un corrispettivo derivante dal valore di mercato? Non sarebbe meglio per l’Ente cedere tali aree, prive di capacità edificatoria sulle quali potrebbero sorgere opere pertinenziali quali campetti per il gioco, orti, piscine, etc? In questo modo si valorizzerebbero tutte quelle superfici territoriali oggi in stato di abbandono e a notevole rischio incendio! Ed allora sì che si potrebbero realizzare, con i ricavi, tante opere di urbanizzazione secondarie per le quali il Comune ha solo incamerato volumetrie virtuali. Un patrimonio immobiliare mai utilizzato fossilizza e sbarra ogni forma di sviluppo”.
Premesso che il valore di mercato di queste aree, specie quelle di modesta superficie, é praticamente zero. Prima occorrerebbe modificare la legge e togliere il 30 %, in caso contrario si potrebbe ipotizzare un abuso da parte del comune, per così dire una specie di “pizzo”.