Monreale, 31 luglio 2018 – Sono un centinaio i Comuni siciliani inseriti nella “lista nera” degli enti meno ricicloni dell’Isola ovvero quelli ancora molto lontani dal traguardo del 30% di differenziata. Sono comuni che, oltre a dovere sostenere le spese dei trasferimenti dell’immondizia all’estero, sono anche a rischio sanzioni.
Anche il nome del comune di Monreale sarebbe inserito nella lista dei comuni che dovranno esportare i propri rifiuti all’estero a proprio carico. Per queste città il costo stimato per tonnellata si aggira sui 200 euro. Un costo che sar° con molta probabilità recuperato dalle amministrazioni comunali attraverso l’aumento della Tari.
Sui Comuni in ritardo con la differenziata pende anche il pericolo del commissariamento: così come previsto dalla controversa ordinanza emanata da Musumeci, i sindaci dei Comuni che non correranno ai ripari, cioè chi si rifiuta di portare il surplus di immondizia all’estero, potrebbero essere rimossi dalla Regione. Provvedimento questo che però il Tribunale amministrativo regionale ha al momento sospeso in attesa della sentenza del 13 agosto.
Resta ancora alto così lo scontro fra la Regione e i sindaci. Questi ultimi chiedono più tempo per firmare gli accordi per l’invio dell’immondizia fuori regione e contestano “l’obbligo di dovere firmare contratti con le quattro società individuate dalla Regione senza gara ma con un semplice avviso”.
Le società indicate dalla Regione sono una ditta di Bolzano, la D’Angelo di Trapani, la Tech servizi di Floridia e la Sicula trasporti di Lentini. Alcune amministrazioni però si stanno muovendo per trovare società alternative a costi inferiori. Per questo, mercoledì il dirigente generale del dipartimento regionale Rifiuti Salvo Cocina invierà una nuova circolare con le linee guida.