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Capizzi: “La differenziata? Non la si vuole fare. È innanzitutto un problema culturale”

Monreale, 12 luglio 2018 – “La differenziata non la si vuole fare”. È questo il nodo vero, secondo Capizzi, che risponde agli attacchi rivolti alla sua amministrazione dai consiglieri di opposizione che hanno chiesto la testa dell’assessore all’Igiene Urbana, Giuseppe Cangemi, ma anche le sue dimissioni da sindaco.

Dal pulpito del consiglio comunale, Capizzi fa il punto della situazione, in una strenua difesa dell’operato della sua amministazione, in un contesto, quello locale ma anche regionale, complesso.

“Sapevamo benissimo che saremmo andati incontro al rischio di trovare i cumuli di spazzatura”.

La decisione di togliere i cassonetti dei rifiuti è stata una scelta obbligata, spiega, una conseguenza dell’ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci che ne ha imposto la rimozione sull’isola. Entro il 31 luglio i comuni sono tenuti ad appaltare ad una società il servizio di smaltimento all’estero del 30% dei rifiuti indifferenziati, pena la loro responsabilità per danno erariale e la decadenza delle amministrazioni locali. ”Come possiamo noi amministratori fare fronte a questo problema, dopo che per 10 anni la regione non ci è riuscita? Siamo stati messi alle corde dall’ordinanza della regione”.

Ma, per il primo cittadino, il problema del costo dei rifiuti nasce a Monreale quando la gestione del servizio passò all’ATO, “un mostro, per come il servizio veniva gestito al suo interno, negli ultimi 3/4 anni, prima del mio insediamento. L’ultimo bilancio dell’ATO risale a dicembre 2009. I dati dell’ATO profondamente falsi ne hanno causato il fallimento. Ci sono tre indagini in corso per bancarotta”.

Ma l’ostacolo principale per giungere ad una gestione virtuosa dei rifiuti sembra essere quello culturale: “Io credo che la differenziata non si vuole fare. È più facile infilare tutta la spazzatura in un sacco e buttarla in un cassonetto”. 

Infine c’è il problema dei residenti dei comuni limitrofi che scaricavano nei cassonetti delle principali arterie stradali di passaggio. “Ad Aquino vengono a scaricare gli abitanti che ad Altofonte non fanno la differenziata, al Bivio Fiore e a Poggio San Francesco quelli di San Giuseppe, Partinico, Borgetto”.

“Ho fatto un’analisi sul rapporto tra i residenti e i rifiuti realmente conferiti lungo un tratto della circonvallazione. Sulla base dei rifiuti che raccogliamo, ogni nucleo familiare dovrebbe produrre 40 kg al giorno di rifiuti. Un dato assurdo, legato al fatto che lungo la circonvallazione conferiscono i pendolari provenienti dai paesi vicini. Abbiamo fatto benissimo a togliergli questa possibilità”. 

L’amministrazione non avrebbe peccato in una carente informazione. “Abbiamo lavorato sull’informazione. A Pioppo abbiamo distribuito 350 mastelli e 500 stampati. Questo sabato ne verranno distribuiti altri 1.000. Ma non è un problema legato all’informazione”. Se non c’è la volontà di impegnarsi personalmente, fa capire il sindaco, il compito dell’amministrazione è quasi impossibile. “Ma come facciamo a vigilare un territorio di 540 kmq con 23 vigili urbani, mentre i carabinieri fanno il possibile? La differenziata si può fare ma non si vuole fare”. “La gente deve avere cura e decoro della città, deve rimproverare chi getta i rifiuti per strada. È un problema culturale”.  Anche se poi a Monreale ci sono aree virtuose, isole felici.

“A Villaciambra vengono prodotti solamente 100 kg di indifferenziato al giorno”.

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