Monreale, 27 giugno 2018 – La “piramide a vetri” di piazza Vittorio Emanuele in libero degrado. Tutto alla vista dei turisti, a due passi dal Duomo, dal Chiostro e dal Complesso Monumentale Guglielmo II. Sotto gli occhi dei residenti, dei commercianti e dei cittadini che quotidianamente si trovano a passare o che si recano nei negozi prossimi a quel luogo di degrado. Vetri rotti, erba e sporcizia sono le uniche attrazioni della piramide più brutta della storia. L’ideale per il proliferare di topi e insetti a pochi metri dal sito Unesco del percorso arabo-normanno.
La denuncia arriva da Massimiliano Lo Biondo, candidato sindaco di Monreale con il movimento politico #Oltre. «Oggi possiamo chiederci – afferma – cosa raccontano i turisti quando vedono i siti Unesco della nostra città e il degrado della piramide a vetri. Non è comprensibile trovare un controsenso come il nostro: un tutt’uno tra i luoghi riconosciuti dall’Unesco e quelli del degrado. Fantastichiamo, se nella piazza di Santa Maria Novella a Firenze, a Caserta e così via esistesse una cosa del genere. Da noi, a quanto pare, invece, è assurdamente possibile. Perché? Sino a quando ai cittadini, commercianti e turisti dovrà essere offerto questo immeritato e triste spettacolo?».
Per risolvere il problema della presenza di una struttura avveniristica, che doveva attrarre turisti e amanti della speleologia, tanti commercianti e residenti hanno sperato che qualcosa si facesse. «In teoria – continua Lo Biondo – sono state tante o forse troppe le idee che si sono succedute, invano, nel tempo: il risultato dell’arte della teoria e non del fare. Ma in pratica la situazione è rimasta lì, a degenerare».
Il leader di #Oltre chiede una soluzione. «E’compito, oggi, dell’amministrazione trovare un rimedio a una situazione ormai insostenibile, per i cittadini e i commercianti, sia dal punto di vista igienico-sanitario, sia turistico ed economico per le attività più prossime alla piramide. Non si può accettare l’idea che quello schifo possa rimanere lì in eterno! Non ha alcuna logica».