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Reddito, disoccupazione e gioco d’azzardo: la situazione a Monreale

13 giugno 2018 – L’universo del gioco d’azzardo in Italia è in costante evoluzione: accanto ad una regolare crescita della raccolta registrata nei giochi legali, numerosi rapporti hanno evidenziato come stiano anche cambiando le abitudini dei giocatori.  Le recenti innovazioni che consentono di divertirsi utilizzando il proprio cellulare, la vasta gamma di opzioni di scommessa presenti nel web e la possibilità di ricevere bonus casino online che vanno ad incrementare il budget del giocatore, stanno producendo un lento ma inesorabile spostamento degli utenti dalle forme tradizionale di scommessa (pensiamo a lotto e lotterie) al gioco via internet.

Oltre a questi aspetti, la diffusione del gioco d’azzardo ha anche ripercussioni sociali che spesso allarmano gli amministratori ed il legislatore. Non è infatti un caso che nel recente contratto di governo, accanto a misure riferite al reddito di cittadinanza o al taglio dei costi della politica, siano stati anche inseriti passaggi relativi alla limitazione di alcune tipologia di offerta, alla prevenzione del gioco minorile, all’imposizione di limite di spesa e alla lotta al gioco patologico.

Proprio partendo da questi elementi, IlSole24Ore ha incaricato Infodata di creare una mappatura della raccolta del gioco d’azzardo mettendola in relazione con altri dati come il reddito, le vincite e anche il livello di disoccupazione nelle diverse zone d’Italia. 

Le fonti utilizzate sono state: i dati relativi alla raccolta (cioè i soldi spesi in gioco, senza sottrarre le vincite) forniti dall’Agenzia Dogane e Monopoli per il primo semestre 2017, il reddito medio imponibile dichiarato dagli italiani nel 2017 (quindi riferito al 2016) come indicato dal Ministero delle Finanze, e la percentuale media di disoccupazione indicata dall’Istat. 

Incrociando queste informazioni, è stata creata una mappatura del Paese che consente di approfondire il fenomeno del gioco legale (cioè sia offline che online) anche a livello locale. 

Per quanto riguarda la raccolta, considerando una media nazionale pro-capite di 610,3€, il comune di Monreale si ferma a 255,92€ mentre, nel resto della Provincia di Palermo, solo Isola delle Femmine (778,96€) e Petralia Soprana (698,49€) vanno oltre la media. 

Mettendo in relazione quindi il denaro speso in gioco con il reddito medio ed il livello di disoccupazione, lo studio consente di indagare l’assunto che indica come spesso il gioco venga considerato una fonte di entrate alternative laddove i cittadini non abbiano entrate sufficienti o un lavoro stabile. 

In generale in tutta la provincia di Palermo il reddito medio è basso, cioè sotto la media nazionale, questo significa che, come abbiamo visto prima, solo Isola delle Femmine e Petralia Soprana presentano situazioni che potrebbero confermare l’assunto citato sopra. 

I numeri relativi al rapporto tra disoccupazione e gioco, disponibili solo a livello provinciale, non sembrano confermare che chi non ha un lavoro si affida maggiormente alla fortuna. A Palermo, a fronte di un tasso di disoccupazione alto (21,33%) si registra una raccolta bassa (456,7€). 

Nessuna sorpresa anche sul versante delle vincite, dove i dati dei Comuni del palermitano confermano che dove si gioca di più, si vince anche di più.

La mappatura nazionale fatta da Infodata è interessante e può aiutare gli amministratori a fare scelte migliori in materie di politiche sul gioco, anche se c’è sempre da tenere in considerazione che nei numeri ufficiali non rientrano le varie forme di scommessa illecite, purtroppo ancora molto diffuse soprattutto nel sud Italia. 

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