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Monreale. Ricordati D’Aleo, Bommarito e Morici. Grazie a loro passi avanti nella lotta alla mafia

Monreale, 13 giugno 2018 – Oggi ricorre il 35° anniversario dell’omicidio per mano mafiosa del capitano Mario D’Aleo, dell’appuntato Giuseppe Bommarito e del carabiniere Pietro Morici. Alle ore 09:30 a Palermo in via Cristofaro Scobar, sul luogo dell’eccidio, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Generale di Corpo d’Armata Giovanni Nistri, del Comandante Interregionale “Culqualber” Generale di Corpo d’Armata Luigi Robusto, del Comandante della Legione Sicilia Generale di Brigata Riccardo Galletta e dei famigliari dei caduti, sono stati resi gli onori ai militari e deposta una corona d’alloro. Il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Nistri, dopo avere ringraziato i bimbi e le maestre presenti, ha rivolto un caloroso abbraccio ai familiari dei colleghi che oggi vengono ricordati  perché, ha osservato l’Alto Ufficiale,  l’Arma non dimentica il  sacrificio dei propri uomini e delle proprie donne. “Conoscevo il Capitano D’Aleo che era mio anziano d’ accademia, ne conoscevo lo sguardo, gli occhi ed il suo modo di parlare, mentre non conoscevo personalmente l’appuntato Bommarito ed il Carabiniere Morici, ma li ho conosciuti leggendo e ascoltando”

Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri  ha ricordato che le cause del loro omicidio sono da ricercare nell’attività investigativa che i militari conducevano in riferimento alle famiglie mafiose di Monreale e San Giuseppe Jato nonché alla ricerca degli autori dell’omicidio per mano mafiosa del Capitano Basile, che aveva preceduto il Capitano D’Aleo quale comandante della Compagnia di Monreale. In quel periodo, si viveva in un contesto storico sociale particolare, gli anni dell’attacco allo Stato  tra il 1977 ed il 1992,  in cui  diverse sono state le vittime dei servitori dello Stato. Morti non inutili, perché grazie al loro sacrificio sono stati fatti grandi passi avanti nella lotta alla mafia,  instaurando nuove strategie, disarticolando l’associazione mafiosa  e individuando le nuove leve delinquenziali.

In memoria dei nostri tre eroi, oggi, a Balestrate si inaugura un centro di aggregazione giovanile intitolato ai caduti e dedicato propri ai giovani a cui appartiene il futuro. Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri ha concluso ringraziando i tre militari per il loro esempio e la loro figura a cui lo Stato e l’Arma sono responsabilmente vicini e grati per l’esempio dato a tutta la nazione. 

A seguire, a Monreale, in via Venero, è stato deposto un cuscino di fiori ai piedi della lapide che ricorda i tre appartenenti all’Arma, allora effettivi alla Compagnia Carabinieri di Monreale. Alla manifestazione vi hanno preso parte, fra gli altri il nipote del militare il Capitano dei Carabinieri Marco D’Aleo , alcuni familiari delle vittime, il sindaco Piero Capizzi con la giunta, il presidente del consiglio comunale Giuseppe Di Verde e una delegazione di consiglieri, l’arcivescovo Michele Pennisi, il generale di brigata della Legione Carabinieri Sicilia Riccardo Galletta, il comandante provinciale CC Antonio Di Stasio, Il Colonnello dei Carabinieri del Gruppo Monreale Luigi De Simone, il capitano Guido Volpe , il questore Renato Cortese e numerose autorità civili, militari e religiose. Nel corso della cerimonia è stata deposta una corona di fiori ai piedi della lapide che è stata di recente ristrutturata grazie ad un intervento del Comune di Monreale e alla disponibilità del maestro Nicolo’ Giuliano che ha voluto rendere omaggio all’Arma dei Carabinieri. Presenti anche i soci dell’Associazione Carabinieri e della Polizia in congedo che rappresentano la memoria storica. Il capitano Mario D’Aleo, comandante della Compagnia Carabinieri di Monreale venne assassinato da un commando di sicari di “Cosa Nostra”. I killer a bordo di due motociclette trucidarono D’Aleo sotto la sua abitazione in via Cristoforo Scobar a Palermo. Mentre l’appuntato Giuseppe Bommarito ed il carabiniere Pietro Morici che attendevano l’ufficiale, furono uccisi in macchina, a poca distanza dal portone. D’Aleo aveva preso il comando della Compagnia di Monreale dopo l’omicidio del Capitano Emanuele Basile, da cui ereditò le indagini sulle cosche di Monreale, Altofonte e San Giuseppe Jato.

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