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Gambino: “Capizzi sempre più solo. La ripresa è possibile, a patto che nasca un’alleanza per la città dove al centro si ponga l’interesse collettivo”

Monreale, 29 maggio 2018 – Politica locale, giovani, crisi economica e sociale, PD, M5S ma soprattutto quale idea di città. Questi i temi affrontati  con il dott. Roberto Gambino, persona da sempre attenta alle dinamiche politiche monrealesi. Gambino, ex segretario del PCI, dei DS e del PD monrealese, ha rivestito in passato anche il ruolo di vicesindaco di Monreale.

D. Uno dei maggiori sostenitori di questa amministrazione, durante una seduta in consiglio comunale, ha definito Monreale “la città della munnizza”. Qual è il suo giudizio sul lavoro svolto in questi 4 anni dall’amministrazione Capizzi?

R. Il Sindaco Capizzi è stato eletto con i migliori auspici dal punto di vista della compagine politica. Aveva vinto le primarie del centrosinistra, si era affermato con una maggioranza consiliare all’apparenza solida e coesa. Certo, ha trovato una situazione finanziaria ed organizzativa difficile (ma questo lo sapevamo tutti); direi che l’avvio non è stato negativo, anche grazie all’apporto di alcuni assessori che hanno cercato di supplire a tante deficienze di ordine politico, amministrativo e gestionale. Successivamente si sono innestate una serie di criticità: tra i gruppi di maggioranza hanno definitivamente prevalso logiche “correntizie”, è diventato sempre più evidente che non sussisteva un progetto condiviso con la città e tra le forze politiche, si è seguita inesorabilmente “l’inerzia” che ha portato alla certificazione del dissesto finanziario. Inoltre, cosa più importante, nessuna capacità di rilancio dell’organizzazione comunale e di trovare soluzioni progettuali, con fondi extracomunali, sostitutive alla carenza di servizi e di risorse che il Comune da tempo registra. Oggi vedo un Sindaco sempre più solo, inserito in un contesto politico e amministrativo ancora più sfibrato e senza alcun progetto per la città. Mi dispiace dirlo, ma questa Amministrazione passerà alla storia locale come “quella del dissesto economico”.

Oggi vedo un Sindaco sempre più solo. Questa Amministrazione passerà alla storia locale come “quella del dissesto economico”

D. Un comune in dissesto finanziario può avere prospettive di ripresa economica e sociale, o è destinato ad un lento declino? Da quali settori e in che modo, eventualmente, deve ripartire la rinascita della città?

R. La prossima amministrazione dovrà fare i conti con tutti i vincoli e le limitazioni che la certificazione del dissesto comporta. Questi elementi critici si andranno ad aggiungere alla situazione già difficile che ha ereditato l’attuale Amministrazione. Ma la ripresa è possibile, a patto e condizione che nasca “un’alleanza per la città” dove al centro si ponga l’interesse collettivo e venga abbandonata la frammentazione, il correntismo partitico, l’individualismo e gli interessi personali che si sono affermati sempre di più negli ultimi anni. Il problema fondamentale non è economico e finanziario ma dell’incapacità di valorizzare risorse umane dentro e, soprattutto, fuori dall’organizzazione comunale. Bisogna puntare sugli interessi legittimi e sulle energie vive presenti nel territorio sostenendole, potenziandole, scoprendole e creando sinergie secondo un approccio inter-istituzionale in cui l’Amministrazione Comunale deve fungere da regista e “facilitatore” per raggiungere obiettivi e risultati in un programma condiviso ed articolato di interventi e di governo del territorio. Tra gli attori fondamentali su cui puntare: gli operatori economici, l’associazionismo, le istituzioni ecclesiali e, soprattutto, i giovani. Di questi ultimi abbiamo profondamente bisogno per energia, nuove competenze e spinta all’innovazione.

la ripresa è possibile, a patto e condizione che nasca “un’alleanza per la città” dove al centro si ponga l’interesse collettivo

D. Evasione fiscale, criminalità e illegalità diffusa, burocrazia, disoccupazione, ignavia, politica incompetente. Quali sono secondo lei le principali criticità strutturali che ostacolano una ripresa economica, sociale e culturale della città?

R. I fattori sono tanti e per dare una risposta esaustiva bisognerebbe un vero e proprio trattato. Quelle da Lei elencate sono criticità che intervengono pesantemente nella vita di una realtà come la nostra ma, semplificando, rimetto l’accento sulla necessità di porre al centro le risorse umane. Un Comune in dissesto certificato non potrà ricorrere alla concorsualità per acquisire forze e competenze nuove, nonostante i tanti pensionamenti a cui andranno incontro molti dipendenti comunali. Solo una progettualità straordinaria, capace di acquisire risorse umane aggiuntive ed esterne, potrà innescare un circolo virtuoso capace di sostenere azioni ed interventi necessari per rilanciare processi di crescita nel nostro territorio.

D. L’amministrazione Capizzi, nata con il centro sinistra, nel corso di questi quattro anni si è spostata verso il centro destra. Ritiene che una connotazione politica ben definita possa fare la differenza nel governo di una città come Monreale?

R. Come già detto, non è tanto l’avere “una connotazione politica ben definita” che può contribuire a fare la differenza; piuttosto invece può fare la differenza l’avere una visione del governo del territorio, condiviso con i cittadini e con gli attori politici e amministrativi chiamati a sostenere un programma per la città. Certo, anche la coerenza e la tenuta politica aiutano ad avere stabilità e continuità nel lavoro di una giunta cittadina, e di tutti coloro chiamati a collaborare a vario titolo, nella realizzazione di un programma nell’arco di cinque anni. 

D. Il consiglio comunale si è ampiamente rinnovato rispetto alla precedente legislatura. Vi sono gruppi o singoli soggetti che, a suo giudizio, si sono distinti per un impegno fattivo e concreto per il bene della città? Quali promuoverebbe e quali invece boccerebbe senza indugi?

R. Pensavo che l’ingresso di tante giovani donne all’esordio politico-consiliare (trasversalmente in tante forze politiche) avrebbe portato un cambio di passo nella politica cittadina e nelle istituzioni consiliari. Invece, si è registrato un appiattimento e una adesione alle ritualità della politica al “maschile”; anzi, si è verificata una ulteriore frammentazione, ricomposizione e scomposizione di gruppi e gruppetti. Di fatto, quasi tutti sono andati in solitaria senza sintesi e senza capacità di costruire relazioni stabili per rafforzare un percorso politico. 

D. Dove sono i giovani nella politica monrealese? C’è spazio per loro all’interno di movimenti e partiti o questi sono impermeabili alle loro istanze, al loro spirito critico? L’impegno dei giovani in politica potrebbe fare la differenza e aprire una nuova stagione per il governo della città, o si andrebbe comunque a scontrare contro rigidità e cattive prassi consolidate a livello amministrativo, che renderebbero il loro sforzo vano?

R. Da troppo tempo la politica “respinge” la partecipazione dei giovani, sempre più disinteressati e distanti. Mancano anche “i luoghi” dove partecipare (spesso l’unico “luogo” sono i Social) e la formazione di chi pratica la politica, dal livello locale a quello nazionale, è uno dei problemi maggiori con cui ci si sta scontrando. In tal senso, si deve ripartire proprio dalle municipalità e da modalità partecipative per coinvolgere i giovani (ma anche i meno giovani), dalla costruzione di un progetto politico alla sua realizzazione. Proprio il loro coinvolgimento e la loro crescita, in termini di competenze ed esperienze, può contribuire ad innescare processi di cambiamento organizzativo nell’ambito comunale e nelle comunità territoriali.

D. Lei è impegnato ad avviare progetti culturali e sociali ma con riflessi economici e occupazionali, in sinergia con le tante associazioni attive nel territorio comunale. Tra queste l’associazione dei Commercianti, che si è spesso sostituita all’amministrazione nel progettare e finanziare iniziative culturali, eventi, sagre, con riflessi positivi sul panorama produttivo ed economico locale. Potrebbe il tessuto associativo monrealese costituire una risorsa spendibile in un futuro governo della città?

R. Già avevo anticipato il tema. Gli attori economici e le forze produttive presenti (sempre meno) nel contesto locale e l’associazionismo attivo devono essere al centro di un progetto di rilancio socio-economico e culturale del territorio. Il fatto che esistano associazioni attive e capaci di rappresentare ed organizzare gli interessi legittimi, è una opportunità che una Amministrazione attenta ed efficiente non può sottovalutare e deve sostenere con la massima competenza e disponibilità. Nell’attività di programmazione e realizzazione degli interventi, questi portatori di interesse e di istanze socio-culturali sono e devono essere protagonisti nel rilancio del nostro contesto territoriale, nel rispetto del corretto rapporto istituzionale e di collaborazione tra pubblico e privato (profit e no-profit).

D. Roberto Gambino è notoriamente un uomo di centro sinistra. Non ha mai celato le sue idee politiche, e alle regionali di novembre ha fatto campagna elettorale per Ottavio Navarra, candidato nella lista “Cento Passi per la Sicilia” al fianco di Claudio Fava. Alle scorse politiche invece il suo voto si è spostato sul Movimento 5 Stelle. A quale area politica si sente oggi più vicino?

R. Parlando di aree, piuttosto che di partiti, nella domanda già in parte è insita una risposta. In questo momento parlare di partiti è un azzardo. Un Partito con una tradizione storica come il Partito Democratico è letteralmente allo sbando e la situazione di crisi politica ed istituzionale che stiamo osservando in questi giorni complica ulteriormente la situazione.

Il partito Democratico è letteralmente allo sbando

Anche le “aree” politiche sono, in questo momento, fluide e in divenire continuo. Siamo passati da un possibile Governo 5Stelle/PD ad un governo 5Stelle/Lega ad un governo tecnico del Presidente che non sappiamo da chi sarà votato. Senza entrare nel merito delle questioni nazionali, dico solo che le legittime attese di cambiamento e la spinta a rompere sacche di privilegio, in un sistema politico-amministrativo spesso incancrenito su questo versante, sono state raccolte dal Movimento 5Stelle. Altra cosa è l’adeguatezza della tenuta politico-programmatica di un Movimento che, al suo interno, è estremamente eterogeneo, soprattutto nell’elettorato di riferimento anch’esso estremamente mobile e fluido rispetto alle singole competizioni elettorali e ai livelli istituzionali coinvolti (comunali, regionali, nazionali ed europei). Recentemente ho avuto modo di conoscere persone oggi attivamente impegnate nei 5Stelle: il Deputato del nostro collegio elettorale Giuseppe Chiazzese (di Corleone) e la Senatrice Cinzia Leone (residente a Villaciambra), ma già dal 2014 avevo incrociato e collaborato con Steni Di Piazza, oggi Senatore 5Stelle.

Rimango sempre legato ad una cultura politica che, attualmente, è “senza casa”

Anche in considerazione di quanto sta succedendo a livello nazionale, personalmente rimango sempre legato ad una cultura politica che, attualmente, è “senza casa” ma che trova naturale collocazione nell’impegno a servizio della propria comunità territoriale. Per un progetto locale, ritengo che vada posta al centro la città di Monreale e le comunità presenti nel suo esteso territorio. Questa è la “casa comune” da salvaguardare e migliorare, la Polis a cui mi sento di appartenere.

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