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Capizzi: “Accertare responsabilità? Concordo con Caputo, ma necessario fare un’analisi approfondita su chi ha provocato danni già giudizialmente accertati, con sentenze emesse in via definitiva”

Monreale, 25 maggio 2018 – “Poche volte mi sono trovato d’accordo con l’avv. Caputo, e questa è una di quelle. Nella vita di ognuno di noi accadono talvolta dei fatti che danno una scossa, lasciano un segno, molto spesso in positivo, perché conducono a nuove riflessioni sulla possibilità di assumere determinate posizioni anziché altre”.

Il sindaco Piero Capizzi entra nel merito delle dichiarazioni rilasciate questa mattina da Salvino Caputo, che aveva espresso l’opportunità che gli organi inquirenti accertassero eventuali responsabilità sulle procedure che avevano portato al lease back della caserma dei Carabinieri di Monreale, alla mancata consegna del Parcheggio Cirba e alla mancata realizzazione del Campo Sportivo ad Aquino. Tutte questioni che, spiegava “hanno inciso sul futuro economico e strutturale della città di Monreale”.

“È giusto che l’avv. Caputo segnali queste vicende  – replica Capizzi – e abbia questo improvviso senso di rispetto per la giustizia, lo condivido appieno. Come avvocato, prima che come sindaco, credo nella giustizia, e se ci sono delle responsabilità è giusto che vadano accertate. Ritengo però che bisognerebbe fare una riflessione più ampia. E gli suggerirei di fare riferimento anche a fatti più antichi, a lui ben noti”.

“Bisognerebbe partire dalla questione COMEST – spiega il primo cittadino – sulla quale sono state depositate delle perizie, su richiesta della Procura della Repubblica, inerenti la collocazione di alcune condutture, perché sembra che in molti casi non siano stati rispettati i parametri previsti. E allora bisognerebbe capire a chi era legata la COMEST, come fu fatta la convenzione, e come ci vincolava”.

“Ed ancora sulla questione ATO – prosegue Capizzi -, ossia sui criteri di costituzione della società d’ambito, che ha visto un solo dipendente comunale transitarvi, e più di 200 persone assunte sulla base di non so quali criteri. E poi sulla sua gestione che ha arrecato 14 milioni di debiti, entrati poi nel Piano di riequilibrio che mi sono dovuto sobbarcare”.

Capizzi continua la sua analisi toccando altre questioni sulle quali chiama Caputo a fare una riflessione, e tra queste il “metodo di conferimento degli incarichi legali, e su quanti soldi il comune ha dovuto sborsare in passato”.

Capizzi sulla provocazione di Caputo replica: “Mi stupisco su come l’avv. Caputo sollevi solamente adesso queste questioni. Durante la precedente amministrazione (Di Matteo, ndr) ha rivestito per diverso tempo il ruolo di vicesindaco, e quindi aveva già piena contezza di queste vicende, che avrebbe potuto affrontare”. 

“Condivido pienamente la sua considerazione per cui il dissesto crea una linea di demarcazione. È vero, permetterà di determinare se vi sono state responsabilità sulla gestione passata. Ben vengano gli accertamenti di responsabilità, ma bisogna fare riferimento anche a tanti altri fatti che hanno segnato la storia recente di questa città”.

“Nel proporre un’analisi su eventuali responsabilità tutte da accertare, sarebbe però il caso di fare un’analisi approfondita su chi ha provocato danni già giudizialmente accertati, con sentenze emesse in via definitiva” – sottolinea  Capizzi, che conclude: “Sono pronto anche ad un confronto con lui”.

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