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Un Weed shop a Monreale, in città arriva la «Cannabis legale»

Monreale, 11 maggio 2018 – Con lo spopolare della marijuana legale in tutta Italia sono tanti i punti vendita nati ultimamente. Sull’insegna c’è una sagoma con la foglia verde a sette punte, in vetrina biscotti, pasta, cosmetici ed energy drink, tutto a base di canapa. La cosiddetta cannabis light da Torino e tra non molto a Monreale sta conquistando il mercato. 

E’ da svariati mesi che in diversi programmi televisivi, su svariate testate giornalistiche e sul web si parla tanto della liberalizzazione e all’incremento della produzione controllata per uso terapeutico. Quest’ultima viene prodotta in una presidio militare nei pressi di Firenze e poi viene distribuita alle farmacie.

A rendere legale la sostanza è un contenuto bassissimo di delta-9-tetraidrocannabinolo meglio conosciuto come THC, inferiore alla soglia dello 0,6% stabilito per la coltivazione. Il Ministero della salute, con con un decreto, ha inserito nella tabella dei Medicinali, sezione B, i medicinali stupefacenti di origine vegetale a base di Cannabis (sostanze e preparazioni vegetali, inclusi estratti e tinture) con entrata in vigore il 23 febbraio 2013. Il decreto conferma la possibilità di utilizzare in terapia, non solo il delta-9-tetraidrocannabinolo, ma anche i composti vegetali che lo contengono, cioè la cannabis.

La richiesta è così alta che la produzione non riesce a coprire gli ordini che provengono da tutte le farmacie che dietro regolare ricetta medica la forniscono a chi ne trae beneficio. Sono molte le patologie che il THC (il principio attivo contenuto nelle infiorescenze) riesce a tenere sotto controllo. Malati di sclerosi multipla, Alzheimer, cancro cervello, schizofrenia, ansia e stress, danni neurologici e deficit cognitivi, diabete e obesità e tante altre patologie. Rimane il fatto che l’utilizzo di tali sostanze non solo dovrà avvenire sotto stretto controllo medico ma dovrà ulteriormente essere regolamentato individuando i casi per i quali ne sarà autorizzata l’assunzione. A fronte delle tantissime testimonianze di molti malati, perché non incrementarne la produzione per far si che chiunque ne abbia bisogno possa usufruirne senza doversi sentir dire dalle farmacie autorizzate (vista l’elevata richiesta) che le scorte sono insufficienti a coprire la richiesta? Sono anni che si parla della liberalizzazione. I radicali, con in testa, il compianto Pannella si sono da sempre battuti per far sì che si potesse arrivare ad una legge che con una giusta regolamentazione potesse, finalmente, liberalizzarne, sia la coltivazione per uso personale che il consumo per uso ludico. Nella vicina Spagna ormai da anni è una realtà, fumare cannabis e derivati è possibile grazie ai Social Cannabis Club, diffusi su tutto il territorio spagnolo. Per comprendere come siano nati questi club occorre fare qualche passo indietro. In Spagna, da qualche anno, non vige il proibizionismo assoluto, ma una legge piuttosto tollerante che permette il consumo di cannabis, la coltivazione di due piantine e il possesso di una precisa dose destinata al solo uso personale. Già da un po’ di tempo, in Spagna, è permesso l’utilizzo di farmaci a base di cannabidiolo , come il Sativex, prescritto ai pazienti affetti da sclerosi multipla, per curare gli spasmi di questa malattia.

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