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Dammusi, Signora, Bommarito e Ginestra a San Giuseppe Jato? Il consiglio comunale respinge la proposta

Monreale, 18 aprile 2017 – Con il solo voto contrario del Movimento 5 Stelle, il consiglio comunale di Monreale ha respinto la proposta deliberativa sul riordino dei confini territoriali, finalizzata ad assegnare al comune di San Giuseppe Jato un’area di 2.154,88 ettari. Poco meno del 5% del territorio monrealese, corrispondente alle contrade di Dammusi, Signora, Bommarito e Ginestra, abitate da 159 persone. Cittadini che, almeno in gran parte, hanno chiesto di diventare residenti del comune jatino, lamentando una carente qualità nei servizi forniti da parte del comune normanno. Ma c’è dell’altro. Molti di loro ritengono di avere anche un’identità culturale distante da quella monrealese, e molto più vicina a quella di San Giuseppe Jato.

La seduta del consiglio comunale ha visto sia maggioranza che opposizione concordi nel manifestare l’assenza o la lacunosa attenzione mostrata nei confronti delle istanze presentate dai concittadini più distanti dall’amministrazione comunale monrealese, che avrebbe dovuto avviare una interlocuzione con i propri concittadini e un intervento alle prime avvisaglie di malcontento.

Risale infatti al 25 gennaio 2017 l’inoltro al comune del progetto di riordino dei confini territoriali da parte del Presidente del comitato promotore (nella foto il Presidente del consiglio comunale di San Giuseppe Jato, Marino, e alcuni membri del Comitato), punto di partenza per avviare il percorso istruttorio.

Il consiglio comunale è stato quindi chiamato a pronunciarsi sulla proposta deliberativa giunta in aula con il parere tecnico e finanziario favorevole espresso dai dirigenti comunali d’area. Nel territorio interessato ricadono le sorgenti del gruppo Dammusi che alimentano Comune di Alcamo e, parzialmente, quello di Partinico. 976 unità immobiliari con un rendita catastale complessiva di € 216.682,29. Il gettito IMU calcolato per il 2018 è di € 385.867,77. Il gettito TARI accertato per il 2018 è di € 31.071,45. Un totale quindi di € 416.935,22.

Il sindaco Piero Capizzi ha espresso il netto parere contrario dell’amministrazione: “Non è un voto contro le legittime aspettative dei concittadini”, che chiedono una qualità dei servizi erogati migliore. Capizzi ha spiegato all’aula come con il sindaco della precedente amministrazione di San Giuseppe Jato, Davide Licari, avesse avviato una interlocuzione, interrottasi alla scadenza del mandato amministrativo del collega. Ha però voluto sottolineare anche come nessuno dei residenti di queste aree avesse mai lamentato direttamente all’amministrazione i disservizi. Ma soprattutto ha sottolineato come è stata accertata nell’area un’evasione della TARI per circa 500.000 € negli ultimi 4 anni. “Il problema dei servizi e rifiuti sarà comunque affrontato”.

Dalle file dell’opposizione è stata sollevata una forte critica nei confronti dell’amministrazione che  ha dimostrato di essere rimasta sorda alle esigenze e alle lamentele dei suoi concittadini più distanti. “La stessa richiesta potrebbe sorgere da altre parti del vasto territorio monrealese, confinante con circa 25 comuni” ha spiegato il consigliere Giuseppe Romanotto.  “Siamo arrivati a discutere della questione in aula solamente perché costretti dal commissario ad acta”, fa eco Giuseppe Guzzo. “Dal 27 gennaio 2017 ad oggi cosa ha fatto l’amministrazione per fornire risposte risolutive ai suoi concittadini”, chiede Fabio Costantini, per il quale gli stessi disservizi si presentano in gran parte del territorio monrealese.

Per Sandro Russo (PD), il sindaco deve rispondere dei risultati portati dai suoi assessori e prendere atto del fallimento della sua azione amministrativa.

Anche il consigliere di maggioranza Toti Gullo, nel criticare la relazione ondivaga del vicesindaco Giuseppe Cangemi, che aveva ad inizio di seduta presentato la delibera, e le prese di posizione di un non ben definito assessore che “sembra marciare contro l’azione del sindaco Capizzi”, ha espresso forti critiche contro le inadempienze dell’amministrazione: “Cosa ha fatto fino ad ora con il comune di San Giuseppe per evitare questa grana, perché ci scontriamo con i cittadini? I dirigenti e quindi l’amministrazione esprimono parere favorevole, dall’altro il secessionista D’Alcamo dice di no e  sostiene che bisogna fare la convenzione con il comune di San Giuseppe, ammesso che questi sia interessato a farla. Ma quali atti sono stati posti per fare la convenzione? Tavoli tecnici, analisi? La politica dov’é? Siamo andati al consiglio comunale di San Giuseppe per spiegare che avanzare questa proposta è un errore?”

Al termine della lunga discussione il solo Movimento Cinque Stelle ha espresso voto favorevole  alla proposta deliberativa. Il consigliere Costantini ha voluto esprimere il proprio sostegno alle istanze dei cittadini, e confermare la sfiducia sui propositi di intervento avanzati in aula dal sindaco Capizzi.

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