Monreale, 3 aprile 2018 – E se Piazza Ignazio Florio e le connesse pertinenze, quindi l’area per il mercatino del giovedì e per le giostre nei giorni della festa del SS Crocifisso, appartenessero all’ASP e non al Comune di Monreale? E se fosse così a causa di un errore, la cui correzione costerebbe poco meno di 2 mila euro? A porre questi interrogativi è Massimiliano Lo Biondo del movimento #Oltre.
Secondo il candidato sindaco di Monreale l’errore risale scaturisce dopo il D.P.R. Siciliana n.83/GR8/SG, col quale tutti i beni con vincolo di destinazione alle UU.SS.LL., sono stati trasferiti al Patrimonio Aziendale delle UU.SS.LL. Nel trasferire l’ex casello ferroviario all’ASP, tra il 1999 e il 2000, il comune di Monreale non avrebbe proceduto, secondo Lo Biondo, al frazionamento della particella, ragione per cui il comune ha trasferito l’ex casello con annessa la strada e il piazzale. Infatti il Comune avrebbbe prodotto la delibera senza aver fatto il frazionamento della sola struttura dell’ex casello, quindi senza scorporare la piazza e la strada.
«A febbraio e maggio 2014 – dichiara Massimiliano Lo Biondo – l’ASP ha fatto presente il problema al comune, ovvero poco prima dell’insediamento dell’amministrazione del cambio di logica, ragione per cui l’amministrazione non poteva non esserne a conoscenza anche nel momento della redazione dei bilanci, poi contestati dalla corte dei conti. L’ASP di Palermo, infatti, ha chiesto, con nota prot. n. 2358/CAP del 18 febbraio 2014, il sequestro dell’area e messo in evidenza l’esistenza di numerosi atti illegittimi, prodotti dal Comune di Monreale. Il riferimento dell’illegittimità dei numerosi atti è chiaro: l’autorizzazione e il pagamento del suolo pubblico per il mercatino e per le giostre. Poi, sempre l’ASP, con la nota 2358/CAP/2014, inviata anche alla Procura della Repubblica, chiede al Comune di Monreale, testualmente “[…] altresì, la restituzione di tutti i canoni illegittimamente percepiti da codesto Comune a seguito degli atti dispositivi delle aree compiuti da codesta Amministrazione, nonché a rilasciare entro 30 giorni dalla ricezione della presente i locali liberi da persone e cose»
Con la nota 6604/CAP del 28 maggio 2014, poi, l’ASP è intervenuta chiedendo i canoni illegittimamente percepiti per l’allocazione del luna park. «La domanda così nasce spontanea – dice Lo Biondo – Il comune ha inserito nei bilanci redatti e approvati quelle somme percepite sul suolo pubblico e allo stesso tempo rivendicate dall’ASP a causa dell’illegittimità, come sostiene l’ASP, degli atti prodotti?». «Tutto questo si sarebbe potuto e si potrebbe affrontare – continua – sostenendo una spesa di poco meno di 2 mila euro. Ma il fatto grave è l’affermazione dell’ASP, secondo cui sono stati prodotti atti illegittimi e quindi riscosso somme che invece l’ASP rivendica! E’ questo il cambio di logica di questi quattro anni?
L’auspicio, per i cittadini, che si risolva l’errore catastale (poco meno di 2 mila euro) e quello dei canoni per il suolo pubblico, riportati nei bilanci. Le note dell’ASP sono del 2014: l’amministrazione, in tutto questo tempo, non ha trovato il tempo di occuparsene? Forse era occupata a tracciare la strada per arrivare al dissesto e a inserire quelle somme nei bilanci contestati dalla corte dei conti?».