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Tassi ai minimi per mutui e prestiti

16 marzo 2018 – Tassi di interesse ai minimi storici per i mutui. È quanto emerge dall’ultimo bollettino rilasciato dall’Abi, l’Associazione bancaria italiana. Le condizioni del credito, che possono essere definite senza paura di smentita “straordinarie”, si manifestano tali anche a fronte della consapevolezza che il piano della Banca Centrale Europea legato al Quantitative Easing è oramai giunto alla fine.

Il bollettino Abi

L’Associazione bancaria italiana, nell’ultimo bollettino rilasciato, ha evidenziato come, lo scorso dicembre, i tassi applicati sui finanziamenti per l’acquisto di abitazioni abbiano fatto registrare un nuovo minimo storico: toccando quota 1,9 per cento nell’ultimo mese del 2017. Che si tratti di mutui richiesti in filiale o di mutui online, come quelli a cui il portale FissoVariabile dedica un interessante approfondimento, la situazione tassi è senza precedenti.

Tassi ai minimi anche per i prestiti

La situazione non cambia molto quando si guarda ai prestiti. Anche in questo caso, infatti, il bollettino riflette l’immagine di uno scenario molto particolare, caratterizzato da tassi di interesse molto bassi. Nel rapporto, infatti, su questo tema è scritto che per quanto riguarda i tassi di interesse “applicati sui prestiti alla clientela si collocano su livelli molto bassi. Il tasso medio sul totale dei prestiti è pari al 2,69 per cento, nuovo minimo storico (2,73 per cento il mese precedente e 6,18 per cento prima della crisi, a fine 2007)”. È record al ribasso anche per quanto riguarda i tassi applicati ai prestiti destinati alle imprese che scendono all’1,54 per cento.

L’andamento dei prestiti

Nel corso del 2017, la somma totale di prestiti erogati a famiglie, imprese e pubblica amministrazione da parte degli istituti bancari ha raggiunto quota 1.785 miliardi di euro, “proseguendo – si legge nel bollettino dell’Abi – la positiva dinamica complessiva del totale dei prestiti in essere (il tasso di crescita annuo risulta su valori positivi da 23 mesi)”. In particolare, analizzando bene i dati riportati nello schema prodotto dall’Associazioen bancaria italiana, i valori assoluti dell’ammontare economico sia nel 2015 che nel 2016 (in entrambi i casi nella somma totale di dicembre) sono più elevati di quella del 2017 ma in questo conteggio vengono considerati “i prestiti non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni (ad. esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni)”.

Depositi in crescita

Il bollettino prodotto dall’Associazione si sofferma anche sull’andamento delle abitudini italiane ed evidenzia la crescita dei depositi. La racconta bancaria, infatti, si caratterizza proprio per la crescita di questi servizi che, nella loro complessità e totalità, tra conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine, hanno fatto registrare un incremento, alla fine dello scorso anno, del 3,6 per cento. La somma complessiva della raccolta è superiore ai 50,5 miliardi di euro rispetto a quanto accadeva nel 2016. Diminuisce, invece, la raccolta a medio e lungo termine, quella tipica delle obbligazioni. La flessione, in questo caso, è a due cifre, pari a -15,2 per cento, e porta il volume complessivo quasi a 50,7 miliardi di euro nel corso degli ultimi 12 mesi.

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