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Monreale, una bomba ecologica sta nascendo sul terreno della Circonvallazione

Monreale, 2 marzo 2018 – DIVIETO DI SCARICO. Chi arriva lì per sbarazzarsi del proprio bel carico di rifiuti si fa una grande risata leggendo quel cartello. È come se non esistesse. Ed è come se, passate le ansie e le preoccupazioni post-incendio, tutto sia avvolto nella normalità, quella normalità che pian piano sta uccidendo e mortificando il territorio. Intanto sta per sorgere una nuova bomba ecologica.

Siamo a Monreale, lungo la Circonvallazione, all’interno di un appezzamento di terreno che si trova sotto la strada, all’altezza della pizzeria La Fattoria. Il 16 giugno 2016 questo vasto terreno è stato attraversato da un imponente incendio doloso, provocando l’evacuazione di 50 bambini dalla scuola paritaria Il Girasole, poi portati in ospedale per accertamenti, e l’intossicazione da fumo dell’ex comandante della stazione dei carabinieri Gianluca De Venuto. Sul caso venne aperta un’inchiesta della Procura e si aprì un aspro dibattito sulle responsabilità politico-istituzionali che avevano lasciato cadere vittima dell’abbandono e del degrado quell’area, contesa tra comune di Monreale e regione siciliana. Il comune aveva in seguito anche proceduto alla sua bonifica, rimuovendo quintali di amianto e altri rifiuti.

Come è possibile vedere dall’ampio reportage fotografico, oggi l’area è nuovamente piombata nell’incuria. Oggi è di nuovo meta ideale per lo scarico di materiale di ogni genere e provenienza. Dall’amianto, ai materiali plastici, agli scarti edili fino a quadri, giocattoli, arredamenti, recipienti. A dare nell’occhio c’è anche un’automobile, una Fiat Panda bianca. Dell’auto rimane solo la carcassa. Spulciando tra i rifiuti, vengono fuori poi anche libri, divani, zaini, materassi. Tra i vari oggetti rinvenuti c’è anche la fondina di una pistola, forse giocattolo.

Chi deve controllare? Chi è responsabile di quell’area abbandonata? Perché non si attua un serio progetto di recupero del terreno? Perché non viene installato un impianto di video sorveglianza? A tutti questi interrogativi i monrealesi, quelli onesti, esigono una risposta dalle istituzioni e da chi deve far sì che tutto quello a cui si sta assistendo non avvenga più. 

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