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Open fiber, rete di ultima generazione nelle case dei palermitani e iI ripristino delle strade quando?

Palermo, 1 marzo 2018 – Continuano i lavori di installazione della rete informatica ad alta velocità Open Fiber, il piano da 90 milioni di euro che prevede che entro aprile del 2018 otto case su dieci potranno usufruire dei collegamenti alla rete di ultima generazione. Oltre Palermo la rete Fiber To The Home, sarà portata fino alle abitazioni dei diversi comuni: Altavilla Milicia, Altofonte, Bagheria, Balestrate, Belmonte Mezzagno, Bisacquino, Caccamo, Campofelice di Fitalia, Campofelice di Roccella, Capaci, Carini, Castelbuono, Casteldaccia, Cefalù, Cerda, Cinisi, Collesano, Corleone, Ficarazzi, Gangi, Godrano, Isola delle Femmine, Misilmeri, Monreale, Partinico, Petralia Soprana, Piana degli Albanesi, Pollina, Prizzi, San Cipirello, San Giuseppe Jato, San Mauro Castelverde, Santa Flavia, Termini Imerese, Terrasini, Trabia, Villabate.

Un progetto di cablaggio della rete ad alta velocità Open Fiber che prevede l’installazione di duemila chilometri di cavo in fibra ottica. Come tutte le medaglia esiste anche l’altra faccia, il capoluogo e altri 38 comuni potranno navigare alla velocità della fibra, ma scavi, rattoppi, vere e proprie voragini persistono sul manto stradale della città di Palermodiversi i disagi segnalati dai cittadini. 

La posa in opera dei cavi, avviene con la tecnica della minitrincea One day dig, creando un taglio del manto stradale e permettendo di aprire e chiudere il cantiere di scavo nella stessa giornata di lavorazione. Tali tagli dovrebbero esssere ricoperti dal bitume nell’arco di qualche giorno o una settimana, ma in quasi tutte le vie di Palermo sono passati mesi eppure del “ripristino a perfetta regola d’arte del manto stradale”, come da contratto, non si vede l’ombra. 

“Il problema degli scavi effettuati per la collocazione della fibra, non ripristinati o ripristinati in modo inadeguato, per la vastità dell’area ad oggi interessata, determina condizioni di crescente pericolo per i veicoli circolanti ed in particolare per quelli a due ruote”. Afferma il Dirigente Area Manutenzione Strade di Palermo. “Purtroppo non è minimamente ipotizzabile transennare tali scavi per la loro estensione tranne per casi confinati attorno ai tombini di ispezione. Per evidenti ragioni deve essere la stessa OpenFiber a provvedere alla sistemazione degli scavi ad opera d’arte. Malgrado quanto premesso – prosegue – Rap da qualche tempo, su formale richiesta della Polizia Municipale, ha effettuato interventi di emergenza in danno alla società OpenFiber, sperando di recuperare i costi, ma questa non può ovviamente essere la regola. Rap in questo momento sta fronteggiando pesanti problemi legati alle numerosissime buche che si sono formate a seguito delle violente piogge abbattutesi sulla città di Palermo, figuriamoci se può occuparsi anche dei disservizi delle società private”.
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