Monreale. I secolari ficus magnolie della villa ammalati: necessari interventi urgenti

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Monreale, 18 febbraio 2018 – Sono passati svariati decenni da quando la villa comunale era uno spazio di gioco, dove divertirsi. Un posto dove trovare ristoro nel periodo estivo quando il caldo afoso soffoca la cittadina monrealese. Un ambiente incantevole e rilassante, mantenuto fresco, con una vista panoramica mozzafiato.

Tutto questo ormai è un ricordo. Il degrado e il disinteresse hanno reso, quello che i benedettini chiamavano “il giardino dei desideri”, un luogo poco frequentato, che in parte appare abbandonato se stesso. 

Quella che principalmente è l’attrazione del “belvedere” Comunale sono i due magnifici ficus magnolie piantumati quasi due secoli fa. Fotografati da tanti turisti che in visita alla nostra cittadina non perdono l’occasione per immortalarsi vicino ad una loro caratteristica, le loro radici aeree. 

Ebbene, proprio i due ficus, e uno in particolare, da diversi anni hanno cominciato a manifestare una certa sofferenza che ultimamente si è acutizzata. Per poter capire cosa stesse accadendo e quali potessero essere le cause e le soluzioni, abbiamo invitato il Professore Rosario Schicchi, (Membro della Società Botanica Italiana, della Società Italiana di Scienza della Vegetazione e della Società Siciliana di Scienze Naturali e dal 2017 Direttore dell’Orto Botanico di Palermo) che, coadiuvato dal Dottor. Manlio Speciale, curatore dell’Orto botanico, sono venuti a Monreale per un sopralluogo in modo da poter avere chiarimenti e suggerimenti su come intervenire.

Le prime impressioni che i due studiosi hanno avuto ed hanno potuto constatare personalmente è che i due ficus, come primo intervento nell’immediato, hanno bisogno di una estesa potatura. Inoltre hanno ritenuto che le cause di tale ammaloramento siano da imputare ad alcuni fattori: uno è il crollo del muro che ha fatto sì che parte dell’apparato radicale sia esposto alla luce, alle intemperie ed agli sbalzi di temperatura, visto che non sono più interrati. Un’altra delle cause è lo strato di pece che fu posato quando avvenne la riqualificazione del complesso Guglielmo. Questo strato di materiale bituminoso ha bloccato la naturale espansione delle radici. A detta dei due studiosi le soluzioni sono perseguibili ma se non si interviene in tempo la situazione non può che peggiorare. In attesa di una dettagliata relazione, che tra non molto dovrebbe pervenirci, ci auspichiamo che la nostra amministrazione, nella figura dell’assessore al verde pubblico, provveda nel più breve tempo possibile a far intervenire una squadra di potatori in modo da eliminare le ramificazioni superflue che si sono estese in maniera innaturale.

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