Monreale, 14 gennaio 2018 – Sull’adesione alla procedura di salvataggio dal dissesto finanziario (cosiddetto “Salva Napoli”) da parte del comune di Monreale, portata in aula venerdì scorso, il PD si è astenuto, con la sola eccezione del consigliere Ignazio Davì che, divergendo dalla posizione del partito, ha votato favorevolmente. Sulla questione entra nel merito il segretario del Partito Democratico Manuela Quadrante, con un comunicato stampa, nel quale affronta sia il rapporto con il primo cittadino che le divisioni interne al partito. Lo pubblichiamo integralmente:
“Scrivo questa nota ai cittadini, ed in particolare ai simpatizzanti, affinché sia chiara la politica del partito a partire dalla delibera “Salva Napoli”.
Nonostante la nostra perplessità per la gestione economico/finanziaria del Sindaco che ci ha più volte visti critici, il Pd ha espresso la volontà di consentire l’approvazione della delibera proposta, che potrebbe essere l’unica flebile speranza per l’ente, di evitare tale dissesto.
È utile ricordare che ad oggi non si ha la certezza che Monreale possa rientrare nel “Salva Napoli”, tuttavia, se anche ci fosse una possibilità su un milione, è stato giusto dare alla città questa opportunità.
Per questo eravamo presenti in aula, e con la nostra presenza abbiamo contribuito al raggiungimento del numero legale.
Certo, il PD ha deciso di votare “astenuto”, ma questo è accaduto perché, come spesso accade, il Sindaco non è stato capace di rispondere ai quesiti formulati in merito alla delibera in questione in maniera esaustiva, a conferma dell’approssimazione che troppe volte gli abbiamo additato come leit motiv del suo amministrare. Ancora, ad oggi, il sindaco deve spiegare alla città perché nonostante i debiti siano stati estinti la Corte dei Conti di Palermo prima e la Corte dei Conti a Sezione Riunite di Roma dopo, abbia dichiarato il Comune di Monreale inaffidabile nei comportamenti, da cui la dichiarazione di dissesto.
La conferma del navigare a vista del nostro Sindaco arriva, soprattutto, dopo la dichiarazione del Segretario generale, che ammette l’impossibilità per l’ente di ripresentare in 45 giorni un piano di riequilibrio, motivo per il quale la delibera è arrivata in consiglio. Qualsiasi amministratore che tiene al percorso Amministrativo della Città ne trarrebbe le conseguenze, ma forse è un atto troppo coraggioso per il nostro Sindaco, per il quale è più semplice non decidere.
Il PD, nonostante la complessità del periodo che sta attraversando, e l’importante fase di riorganizzazione che sta vivendo, ne esce solido e con un nuovo modus operandi, organizzato sia in consiglio che fuori dall’aula, un partito che tenta di condividere tutte le scelte con la base e che tenta di raccordare la volontà dei militanti con le istituzioni locali. È chiaro che posizioni diverse da quelle espresse in aula dal capogruppo sono scelte personali che con il nuovo corso del PD nulla hanno a che vedere, comportamenti autonomi, che verranno valutati volta per volta dagli organi del partito e che potranno portare a delle sanzioni, come accade in ogni democratica forma di organizzazione.
Il PD risponde esclusivamente agli elettori, non esistono scorciatoie, esiste solo l’ordinata militanza e qualsiasi comportamento indisciplinato nel nuovo corso del partito democratico monrealese non è più tollerato”.