Dissesto finanziario, Capizzi chiede una cabina di regia. Il consiglio comunale diserta al momento del voto

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Monreale, 12 gennaio 2018 – “Questi non sono atti che hanno un colore politico. Noi crediamo di poter tentare, con il decreto Salva Napoli, il risanamento del comune di Monreale“, ha detto Capizzi durante il consiglio comunale che si è svolto ieri sera in aula Biagio Giordano. “Non siamo stati deferiti in dissesto per debiti fuori bilancio ma per gravi e reiterate violazioni. Vi chiedo non solo di votare in base a considerazioni meramente politiche”. 

Il sindaco di Monreale ha fatto appello al senso di responsabilità dei consiglieri in aula, riportandoli a riflettere su quella che potrebbe essere una possibilità di rivalsa per la città. L’attivazione della procedura a cui ha fatto ricorso la giunta Capizzi è concessa a quegli enti che non hanno dichiarato il dissesto finanziario e “Monreale non lo ha fatto” ha detto il sindaco. 

Si è concluso con il rinvio a stasera il lungo consiglio comunale di ieri, che al momento di esprimere il voto ha trovato un’aula senza i numeri. 

“Abbiamo ritenuto sulla base dell’interpretazione delle norme di procedere – ha aggiunto il primo cittadino – la delibera è proposta perché riteniamo che se c’è una possibilità di salvare il comune dal dissesto noi dobbiamo farlo. La parte spesa è stata azzerata. Oggi siamo in uno stato in cui si deve procedere alla declaratoria di dissesto che consente la possibilità di riscrivere il piano di riequilibrio”.

Titubante in merito alla richiesta di collaborazione richiesta dal sindaco Capizzi è Guzzo, Forza Italia. “La volontà di accedere alla procedura del cosiddetto “Decreto salva Napoli” previsto nella finanziaria 2018 non rappresenta la volontà di salvare il comune di Monreale dal dissesto finanziario, ma solo il tentativo di salvare coloro che il dissesto lo hanno già provocato”. È la tesi di Guzzo che ieri sera ha espresso il suo voto contrario ad attivare la nuova procedura che potrebbe salvare il comune della citttadina normanna dal dissesto. E, aggiunge “Chiedo di lasciare il timone ai commissari che saranno in grado di chiarire realmente la situazione del comune di Monreale e consentiranno finalmente una vera ripartenza allo stesso”. “Abbiamo avuto modo in più occasioni di sottolineare come non ci fosse alcun rispetto da parte dell’amministrazione e del segretario generale di quello che è il ruolo dei consiglieri e di questo consiglio che viene nel ricorso coinvolto dal sindaco e dal segretario generale come scudo per giustificare le proprie azioni e alleggerire la responsabilità delle contestazioni che gli venivano fatte – prosegue Guzzo -, oggi si chiede agli stessi consiglieri non di salvare il comune dal dissesto, ma coloro che lo hanno causato dalle proprie responsabilità”.

“In merito al dissesto le Sezioni Riunite hanno indicato dei responsabili: il sindaco, gli uffici amministrativi, la giunta e il presidente dei revisori. Le contestazioni, da parte della Corte dei Conti che dichiara definitivamente il dissesto, riguardano invece più aspetti. La responsabilità di chi gestisce gli uffici di non saper applicare correttamente i princìpi contabili, la falsificazione dei dati diretta a nascondere lo stato effettivo delle finanze dell’ente e di aver impedito al consiglio comunale di sapere esattamente quali fossero le condizioni. Ancora, la non corretta iscrizione delle varie riserve dirette a garantire la copertura dei debiti, di occultamento di debiti, ma anche un peggioramento, negli ultimi due anni, della riscossione dei crediti dell’ente”. Conclude il consigliere di Forza Italia.

Per il consigliere comunale Giuseppe Romanotto Monreale non rientrerebbe tra i comuni che possono aderire al “Salva Napoli”. Verrebbe esclusa in quanto vi sarebbe già una dichiarazione di dissesto conclamata dalla Corte dei Conti. Una posizione scontratasi con quella espressa dal sindaco e dal segretario comunale.

In merito all’applicabilità della delibera, forti dubbi sono stati espressi anche dal consigliere Sandro Russo, capogruppo del Pd, che ha sottolineato che il suo voto sarebbe stato favorevole ma solo a delle condizioni. “Una delibera che potrebbe salvarci dal dissesto? Se così fosse come gruppo consiliare saremmo disposti a votarla, anche se abbiamo delle forti perplessibilita sull’applicabilità della norma. L’assunzione di responsabilità non deve essere solo del consiglio comunale, ma anche del sindaco quindi chiedo le dimissioni del sindaco nel caso in cui avvenisse il dissesto – ha concluso Russo chiedendo a Capizzi di assumersi le responsabilità di un eventuale dissesto finanziario e dello scioglimento comunale. Dichiarazione appoggiata dalla consigliera Quadrante. Distante dalla posizione del partito è quella espressa dal consigliere Davì che ha espresso il proprio voto favorevole. “È un voto di fiducia all’amministrazione”, ha detto Davì non d’accordo sulla richiesta avanzata dal capogruppo del suo Partito.

Possibilità accordata anche dai capigruppo della maggioranza, Vittorino (Monreale al Centro) e  Gullo (Alternativa Civica).

1 Commento
  1. […] L’approvazione della delibera è avvenuta  questa sera durante la seduta del consiglio comunale, dopo la sospensione della seduta di ieri dovuta alla mancanza del numero legale, quando si era assistito ad un forte dibattito tra il sindaco Capizzi e i consiglieri di opposizione, alcuni dei quali avevano messo in discussione proprio il presupposto che il comune di Monreale possedesse i requisiti per aderire al decreto di salvataggio (VEDI ARTICOLO). […]

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