Aumenta il tasso di occupazione, ma non facciamoci trarre in inganno perché non è oro tutto ciò che luccica. Chi ha sentito gli ultimi TG dove grandi titoloni hanno annunciato una crescita dell’occupazione, facendo supporre scenari idilliaci, dovrà fare presto i conti con una realtà che di idilliaco ha ben poco, se non qualche felice oasi sul territorio dove veramente dal punto di vista dell’occupazione le cose non vanno proprio male. Ma allora questo boom cosa è veramente? Vediamo di fare un po’ di chiarezza.
Crescono i contratti a tempo determinato
Che lavorare a tempo determinato sia meglio che non lavorare per niente è assodato, tuttavia, in questo modo, la vita e la cultura stessa degli italiani viene stravolta dal basso. Gli occupati sono aumentati, nell’ultimo trimestre, di ben 79 mila unità, cifra che inorgoglisce chi ha dato vota a tutta questa mobilità senza se e senza ma. Si parla quindi di uno 0,3% che su base annua si trasforma in un +1,3%, che significa circa 303 mila unità in più. Secondo le stime Istat il tasso di occupazione è salito al 58,1%, una cifra davvero alta, la più alta dal 2009.
Allora possiamo stappare lo spumante e festeggiare la ripresa dell’Italia? Niente affatto. Perché il trucco c’è, ma non si vede. Ben venga sempre e comunque il lavoro, ma con le ultime manovre governative, i posti di lavoro non sono esattamente diventati flessibili, come li si voleva far passare, ma la parola adatta è precari. Gli italiani sono diventati un popolo di lavoratori appesi a un filo, quindi questo dato fanno sì piacere, ma al contempo nascondono un verità che non è esattamente positiva.
Cambia lo stile di vita in Italia e in Sicilia
Tutta questa precarietà ha portato, inevitabilmente, ha una profonda modifica dello stile di vita degli italiani. La famiglia, sino a un decennio fa, o poco più, si basava su pilastri solidi, come la casa e il posto fisso, pilastri che oggi sono venuti a mancare. Se prima non si vedeva l’ora di emanciparsi dalla famiglia di origine per avere una famiglia propria, oggi i giovani devono rassegnarsi a una vita di precariato e dipendenza dalle famiglie.
Le banche continuano a erogare mutui – seppure agevolati – prevalentemente a chi può dare garanzie, e se hai un contratto a tempo chiaramente che garanzie puoi dare? Niente casa, niente sicurezza, niente famiglia, o meglio, famiglia sì, ma tutti assieme, con genitori e nonni. Vero è anche che la crisi ha complicato tutto, oggi per i piccoli progetti, o anche per arrivare a fine mese, sempre più italiani (moltissimi al sud), utilizzano forme private di credito, come per esempio è il prestito compass, che sono decisamente più flessibili rispetto a un prestito bancario.
L’indebitamento è quindi un’altra caratteristica di questa nuova società italiana, assieme alla disoccupazione che in Sicilia aveva raggiunto picchi spaventosi che hanno fatto piazzare l’isola tra le sei regioni peggiori in Europa per questo ambito.