Novità interessanti per quel che riguarda il mondo della cessione del quinto. Per prima cosa è importante segnalare i nuovi tassi che sono entrati in vigore per l’ultimo trimestre 2017. Attraverso il decreto DT/71048, il ministero dell’Economia, ha modificato i tassi effettivi globali medi (TEGM) stabilendo nuove quote per quel che riguarda il livello di “usura”. Per quanto riguarda le erogazioni fino a 15mila euro, la soglia di usura e’ fissata al 18,7625% mentre oltre tale importo la soglia di usura e’ del 15,3000% (qui è possibile leggere la circolare diffusa dall’Inps).
Da segnalare anche un sensibile aumento delle erogazioni di cessioni del quinto. Il motivo di questa maggiore apertura da parte di Banche e Finanziarie è da ricercarsi nella natura intrinseca di questo fondamentale strumento di credito.
Il prestito con cessione del quinto, grazie alla sua semplicità e alla relativa facilità con cui gli istituti di credito sono disposti a concederlo, permette a molti pensionati e lavoratori dipendenti di realizzare i loro progetti; alcuni però non hanno ben chiaro il meccanismo del finanziamento e soprattutto non sanno come viene effettuato il calcolo della cessione del quinto.
Come funziona il finanziamento e chi può richiederlo
Il prestito con cessione del quinto può essere richiesto solo dai pensionati e dai lavoratori dipendenti pubblici o privati con contratto di lavoro a tempo indeterminato che presentano determinati requisiti. La durata di questo finanziamento può arrivare fino a 10 anni, mentre l’importo massimo erogabile dipende dall’entità dello stipendio o della pensione. La rata mensile (il cui importo non può essere superiore ad un quinto dello stipendio netto) viene pagata dal datore di lavoro o dall’ente previdenziale, che tratterrà il relativo importo sulla busta paga o sul cedolino. La banca non richiede ulteriori garanzie oltre allo stipendio e alla pensione, ma è protetta anche dalle assicurazioni obbligatorie contro il rischio di morte e di perdita dell’impiego.
Per richiedere il prestito sono necessari i soliti documento d’identità e tessera sanitaria, ma occorrono anche il certificato di stipendio (un documento redatto dal datore di lavoro che riassume la posizione contrattuale del lavoratore, indicando tra l’altro lo stipendio lordo e netto e l’anzianità di servizio) e le ultime buste paga; dopo la firma dei contratti l’operazione si chiude con il benestare dell’azienda o dell’ente previdenziale, che in questo modo si impegna a pagare le rate. Ne è un esempio la cessione del quinto erogata da Unicredit Banca.
Come effettuare il calcolo della cessione del quinto: rata massima e importo erogato
Per conoscere bene quale cifra è possibile richiedere e qual è l’impegno massimo mensile consentito è molto importante sapere come effettuare il calcolo della cessione del quinto. Innanzi tutto bisogna capire a quanto ammonta la quota cedibile, ovvero la rata massima che è possibile sostenere, il famoso quinto. Per individuarle bisogna conoscere l’importo dello stipendio netto (ovvero bisogna sottrarre dalla retribuzione lorda tutte le voci variabili come ad esempio premi produzione, assegni familiari o straordinari); a questo punto bisogna moltiplicare questo valore per il numero di mensilità percepite (ad esempio chi prende la tredicesima deve moltiplicare per 13) e poi dividere il numero ottenuto per 12 (numero di mesi dell’anno); la rata massima si ottiene calcolando il 20% di quest’ultimo valore, quindi basta dividerlo per 5 per sapere a quanto ammonta la quota cedibile.
Per comprendere meglio il meccanismo è possibile fare un semplice esempio di calcolo della cessione del quinto. Il protagonista di questa simulazione è un dipendente che riceve uno stipendio netto di 1.200 euro al mese con tredicesima. Stando ai passaggi che abbiamo illustrato prima la sua rata massima ammonta a 260 euro:
1.200 x 13 = 15.600
15.600 : 12 = 1.300
1.300 : 5 = 260
Ora che sappiamo a quanto ammonta la rata massima, sarà possibile conoscere il costo complessivo della cessione del quinto. Considerando un determinato montante (la somma complessiva che il cliente dovrà rimborsare all’istituto di credito), l’importo netto che verrà erogato al cliente sarà più basso, infatti bisogna considerare l’interesse applicato, i costi delle assicurazioni (anche se in alcuni casi sono a carico della banca erogante) e altre spese.