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Un “Uomo Giusto”. Il ricordo del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa

La storia del "Comandante più Comandante di tutti” raccontata da mio padre, maresciallo dei Carabinieri, mi ha sempre affascinata

Palermo, 3 settembre 2017 – Del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ho sempre sentito parlare in famiglia dai racconti del mio, ormai ottantenne, papà, maresciallo dei Carabinieri della vecchissima guardia, in servizio a Palermo proprio ai tempi in cui il Generale comandava La Legione Carabinieri Sicilia, presso la Caserma di corso Vittorio Emanuele, da tempo a Lui intitolata. La storia professionale del “Comandante più Comandante di tutti”, arricchita anche da aneddoti significativi, inediti ai più, affascinavano me e mio fratello, per la luce fiera di “autentica stima e ammirazione” che da sempre essa riusciva ad accendere negli occhi di nostro padre, ancora adesso malgrado sia molto anziano e sofferente.

Non esiste libro, commento o articolo di giornale sul Generale che sfugga all’attenzione critica del mio genitore, che non di rado sbotta, infastidito, per le presunte palesi inesattezze riscontrate in alcuni scritti, a suo dire non del tutto “fedeli” all’ineguagliabile figura del “Suo Comandante”.

Il Generale veniva rievocato spesso persino per avallare alcune scelte educative che ci riguardavano e che noi, ancora ragazzini, non condividevamo nell’immediato, ma che nel contempo accettavamo con mesta rassegnazione, per il senso di profonda giustizia che da esse traspariva, quel senso di equità che ci “faceva ingoiare” anche procedure severe e restrittive, in realtà corrette, poiché commisurate alle grossolane, anche se spesso inconsapevoli, scorrettezze commesse. Punizioni esemplari atte a farci comprendere il rispetto vero per sé stessi e per gli altri e a coltivare il concetto fondamentale di riuscire a contare  sempre e solo sulle nostre risorse e sulla nostra onestà senza cercare mai scorciatoie né paracaduti, sulla base di amicizie o parentele. 

Nelle situazioni critiche, dunque, era spesso proprio la rievocazione dell’equità morale del Generale Dalla Chiesa, nell’essere intransigente sopratutto con sé stesso prima che con gli altri, l’input che sedava e faceva capitolare ogni nostro tentativo di pretestuosa “ribellione giovanile”.

Un Uomo Giusto, di quelli “che ne nascono uno su un milione” come suole sempre ricordare mio papà, che sapeva agire in maniera decisa ma sempre equa, che valorizzava il lavoro dei suoi uomini ma nel contempo detestava e puniva con fermezza ogni subdola forma di slealtà, ogni approssimazione, ogni incuria e ogni possibile ambiguità. Un Comandante che sapeva stare vicino a tutti i carabinieri, che soleva trascorrere, anno dopo anno, la notte di Natale a girare tutte le stazioni del territorio, anche le più sperdute, per portare, a chi rimaneva in servizio, auguri e conforto oltre che il panettone e lo spumante per brindare. Questa è la Figura di un Uomo come pochi, che ho imparato a conoscere sin da bambina, sicuramente uno degli esempi più pregevoli e concreti su cui cercare di ispirare un modus vivendi corretto e profondamente umano.

Oggi ricorre il trentacinquesimo anniversario dall’agguato di via Isidoro Carini, in cui persero la vita oltre al Generale Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente Domenico Russo. Palermo si prepara ad offrire il corretto e dovuto tributo ad un Uomo che rimane un esempio perenne di amore per la giustizia autentica e di sacrificio al servizio di una società più sana ed equa.

Il capo dello Stato ha deposto una corona di alloro sotto la lapide di via Isidoro Carini in presenza dei figli del Generale Nando, Rita e Simona, del ministro dell’interno Marco Minniti, del presidente del Senato Piero Grasso, del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette, del Prefetto di Palermo Antonella De Miro, del comandante della Legione CC Sicilia Generale Riccardo Galletta, del Questore Renato Cortese, del Sindaco Leoluca Orlando e del Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta.

In corso Vittorio Emanuele, dalle 9 alle 23, avrà luogo la “Festa dell’onestà”, organizzata dall’associazione “Cassaro alto”. Alle 12,45 il significativo omaggio dei bambini dei quartieri popolari del Cassaro, di Ballarò, dell’Albergheria, del Capo e di Danisinni alla lapide in memoria del generale, a ridosso di Villa Bonanno. Alle 17,30 la cerimonia di intitolazione a Dalla Chiesa della raccolta bibliografica sulla criminalità organizzata e il terrorismo, conservata alla Biblioteca Regionale  Siciliana.

Alle 19, nel piano della Cattedrale, la presentazione del libro “Carlo Alberto Dalla Chiesa – Un papà con gli alamari”, scritto dai figli Simona, Rita e Nando.

Concludo con una delle sue frasi più famose e che trova una ratio concreta in quella che è stata la mia esperienza di figlia e adesso di madre:

Certe cose non si fanno per coraggio, si fanno solo per guardare più serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei nostri figli.

Carlo Alberto Dalla Chiesa

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