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La foto del borseggiatore sul bus AMAT: «Faccio il ladro per bisogno»

Il sindaco Orlando: «Ci sono tante persone che hanno bisogno e non fanno i borseggiatori ma si recano nelle istituzioni»

Palermo, 3 settembre 2017 – “Non ti vogliamo sui nostri bus. You are not welcome on our buses”. Accanto a questa scritta la foto segnaletica di Salvatore Romeo, 23 anni, pregiudicato, arrestato lunedì scorso dopo aver borseggiato due turiste e rimesso in libertà con l’obbligo di dimora in attesa del processo fissato il 13 settembre.

Da ieri mattina i palermitani e i turisti che salgono sui trenta autobus della municipalizzata Amat che percorrono la linea 101 e 102 hanno davanti agli occhi questo manifesto che riporta anche l’immagine del post pubblicato da Romeo sul suo profilo Facebook a commento della notizia del suo arresto data da Palermo Today. Adesivi realizzati con la foto diffusa proprio dalla polizia e con i contenuti apparsi sulla stampa locale.

A indispettire l’Amat e lo stesso sindaco Leoluca Orlando è stato proprio l’atteggiamento di Romeo che sul social network aveva scritto: «Mi dispiace per voi, ma alla vostra facciazza e la vostra invidia non mi arrestano mai. Come vedete sono già fuori, comunque se avete qualcosa da dirmi sapete dove trovarmi. Non parlate dietro uno schermo o su face, venite ad affrontarmi che è meglio. Se venite di presenza io sono sempre alla stazione dove c’è il vecchio giornalaio, vi aspetto».

 Di qui la decisione a tutela di chi utilizza il trasporto pubblico.

Il primo cittadino apprezza la scelta dell’azienda: «Siamo contro ogni forma di illegalità a cominciare da quella mafiosa. I cittadini devono partecipare e a Palermo lo stanno facendo. Sui social da parte di questo borseggiatore vi è stato un atteggiamento di sfida: piuttosto che intimorire i cittadini è bene che ora si preoccupi lui della reazione dei cittadini».

Salvatore Romeo, contattato su Facebook, prova a spiegarla così: «Ho fatto quel post perché certa gente ha commentato cose che non dovevano commentare riguardo alla mia famiglia. Per questo ho fatto quel post ma riguardava solo queste due o tre persone che hanno commentato il mio arresto. Se dicono parolacce a me ci sono abituato e non me ne frega niente ma quando mettono di mezzo mio padre che è già 17 anni che è morto e mia figlia che ha quattro anni, questa cosa non mi piace più».

Il 23enne davanti al giudice ha ammesso le sue responsabilità ma certo non si aspettava di trovare la sua foto sugli autobus: «È sbagliata questa cosa: è violazione della privacy. Io li dovrei denunciare a tutti ma non lo farò». Conferma il suo legale, Vincenzo Dina: «Il mio assistito non voleva offendere la cittadinanza con quel messaggio. A me ha riferito che ha avuto modo di vedere dei commenti sprezzanti nei confronti della sua famiglia e sbagliando ha deciso di reagire in questo modo. Di fronte al giudice ha ammesso i fatti e ha aiutato la polizia a recuperare uno dei due portafogli».

Ha alle spalle due precedenti penali: «Purtroppo per ora – spiega Romeo – faccio questa vita, tra virgolette ‘il ladro’, perché ho di bisogno, non ho lavoro, non ho famiglia, qui a Palermo c’è una crisi da morire…». Parole a cui Leoluca Orlando risponde con un invito allo stesso giovane: «Ci sono tante persone che hanno bisogno e non fanno i borseggiatori ma si recano nelle istituzioni. L’invito a questa persona è di usare i percorsi che ci sono a meno che non creda che fare il borseggiatore sia un lavoro, in questo caso si tolga dalla testa che può essere aiutato».

Fonte: IL FATTO QUOTIDIANO | Domenica 3 Settembre 2017

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