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Crisi del PD, rimpasti di giunta, rapporti con il sindaco: l’intervista a Mimmo Vittorino

Vittorino, di estrazione di centro destra, da aprile è capogruppo del PD, chiamato a gestire i problemi della città ma anche le problematiche interne al partito

Monreale, 22 luglio 2017 – Dopo il commissario Antonio Rubino, insediatosi a gennaio in seguito alle dimissioni da segretario di Toti Zuccaro, a Monreale la figura di riferimento del Partito Democratico, al momento, è costituita dal capogruppo consiliare. Mimmo Vittorino ad aprile ha sostituito Ignazio Davì in seguito alla grave crisi scoppiata all’interno del partito, che a tutt’oggi è privo di un segretario e di organi direttivi.

D: Quando si è candidato, alle scorse amministrative, in una lista civica di centro destra, avrebbe mai immaginato di divenire, di lì a tre anni, capogruppo del PD?

R: Sicuramente no, ma i risvolti sono stati velocissimi. Mi sono candidato in una lista di centro destra per la volontà di seguire un progetto politico già avviato con la precedente amministrazione (di cui Vittorino è stato assessore ndr), la cui proposta è stata però bocciata dagli elettori. L’intenzione era comunque di entrare in un gruppo per fare politica in modo concreto. Sarei quindi transitato in un partito per svolgere al meglio il ruolo per cui sono stato eletto.

D: Che cosa lega le due esperienze, apparentemente diametralmente opposte?

R: Non le reputo diametralmente opposte. Sono sempre stato al servizio della città e dei cittadini. La mia è un’estrazione di centro. Con l’arrivo di Renzi il PD è divenuto meno estremista e mi sono avvicinato alla sua idea di fare politica.

D: Quali sono gli obiettivi che vi ponete di raggiungere in questi ultimi due anni di amministrazione?

R: Lavoriamo per cercare di risolvere i problemi di cui Monreale è afflitta. Un punto fondamentale è la questione rifiuti, che negli anni precedenti ha avuto esiti disastrosi, non solo per demeriti della classe politica ma soprattutto per il carrozzone che avevamo sulle spalle. Oggi il paese è più pulito,  è iniziata la raccolta differenziata. Poi siamo concentrati sullo sviluppo della città, sull’illuminazione pubblica, sulla sistemazione delle strade. Posso confermare che a giorni inizierà la manutenzione delle strade e il ripristino dell’illuminazione pubblica con l’avvio di due grossi progetti. Un altro nostro obiettivo consiste nell’apertura dopo 10 anni del complesso monumentale Guglielmo II, volano economico per la città.

D: Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad una crisi di governo. A fare da innesco è stata semplicemente una polemica mossa da un iscritto al PD, Silvio Russo, nei confronti del sindaco. Cosa ne pensa? 

R: Penso che sia stata eccessiva la presa di posizione del dirigente del partito come la reazione del sindaco. Abbiamo cercato di mediare.

D: Se domani dovesse esserci una nuova critica, da parte di un altro iscritto, potrebbe aprirsi una nuova crisi?

R: Spero e credo che non sia così. Ritengo che ciò a cui abbiamo assistito sia stato dovuto alla classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma che fa riferimento ad attriti che vanno al di fuori della politica. Speriamo di andare avanti in sintonia con il sindaco.

D: Perché Capizzi ha dato tanto credito alle parole di Silvio Russo. E’ lui, di fatto, il segretario del partito?

R: No, il segretario non c’è. C’è un commissario che ha svolto un buon lavoro per il partito e ha saputo tenere bene i rapporti con il sindaco. A breve forse avremo la possibilità di creare organi interni, cosicché il partito possa essere governato da una figura che fa politica in città.

D: Molti sostenitori del PD il 2 aprile scorso non hanno rinnovato le tessere, ridottesi da 244 a 69. Cosa sta succedendo nel PD monrealese? 

R: Il rinnovo delle tessere è stato preso sotto gamba. Si trattava del rinnovo del 2015. E’ stato svolto troppo rapidamente, la gente era confusa, non ha avuto il tempo di essere messa a conoscenza.

D: E’ innegabile come si registrino molti malumori all’interno del partito, la cui gestione viene pesantemente criticata per l’assenza di dialogo interno.

R: E’ risaputo che abbiamo tenuto innumerevoli incontri per discutere dei problemi e dei rapporti con l’amministrazione comunale. Sia prima delle dimissioni di Zuccaro che in seguito, con la nomina del commissario Rubino, si sono tenuti innumerevoli riunioni per arrivare ad una compagine di governo da presentare al sindaco.

D: Quando avete tenuto l’ultimo incontro con la base?

R: Ad aprile.

D: E’ passato troppo tempo. C’è una incapacità di riuscire a riunire iscritti e simpatizzanti intorno a temi importanti, di centro-sinistra?

R: Ad aprile il commissario Rubino è riuscito a riunificare il gruppo consiliare e le sue correnti, giungendo alla mia nomina. E la squadra è stata presentata al sindaco. Da allora il partito ha raggiunto una fase di calma, di tranquillità. Il commissario ha d’altronde troppi impegni per seguire passo passo i problemi del gruppo monrealese. Spero che a breve venga eletto il segretario cittadino che possa guidare il partito.

D: Da più di due mesi è avvenuto il rimpasto di giunta con la sostituzione della squadra del PD. La condizione posta dal suo partito per rimanere al governo della città, al fianco del sindaco Capizzi, è stata il rilancio dell’amministrazione. Cosa o chi aveva impedito questo rilancio? Perché avete chiesto a Magnolia e a Granà di dimettersi?

R: La nuova squadra sta lavorando in piena continuità con la precedente. Gli assessori Granà e Magnolia non sono stati sostituiti perché incapaci ma perché anche il sindaco ci ha chiesto di allargare la base consiliare. I precedenti assessori avevano fatto bene. Si è trattato solamente di una esigenza legata ai numeri in consiglio, non di un fatto personale.

D: Cosa chiede il PD a Capizzi?

R: Semplicemente di governare la città insieme per giungere tra due anni a creare una coalizione unita capace di dare alla città la soluzione ai suoi diversi problemi.

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