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“Riina sia trasferito in una casa di riposo, non a Corleone”

Secondo il suo legale le condizioni cliniche di Riina si stiano progressivamente aggravando

Bologna, 8 luglio 2017 – “Totò Riina, malato da tempo, non è autosufficiente e dunque la detenzione in isolamento, come prevede il 41 bis, è una «contraddizione manifesta»”. Questo è quanto sostenuto dal legale dell’ex capo di Cosa Nostra di Corleone, Luca Cianferoni, nella giornata di ieri. Durante l’udienza in aula a Bologna, a margine dell’udienza al Tribunale di Sorveglianza, ha riferito che secondo i medici, le condizioni cliniche di Riina si stiano progressivamente aggravando. A certificare quanto sostenuto dal legale ci sarebbe una relazione corposa dell’ospedale Maggiore di Parma, chiesta dal tribunale di Milano al carcere emiliano nell’ambito del processo per minacce aggravate nei confronti del direttore di Opera. La relazione sarebbe stata inviata agli stessi giudici e alla Procura generale di Bologna.

Intanto al Tribunale di Sorveglianza di Bologna i magistrati si sono riservati la decisione sul ricorso del difensore di Riina, per il differimento della pena. Il procuratore generale Ignazio De Francisci, nel suo intervento, ha chiesto che l’istanza venga respinta. La decisione è attesa nel giro di qualche giorno. Il legale ha chiesto che a Riina venga concessa la possibilità di essere trasferito in una casa di riposo e non a Corleone. “Noi chiediamo il differimento della pena nella forma della detenzione ospedaliera – ha affermato Cianferoni – non ho mai detto che il signor Riina dovrebbe andare a casa, a Corleone” . Il suo assistito, sostiene, «non è in grado di poter stare in un’abitazione civile. Ha bisogno, e questo è certificato, di assistenza quotidiana, continua. Noi abbiamo chiesto», ha ribadito, «la detenzione ospedaliera, che fa conseguire il venir meno del 41 bis». La soluzione sarebbe quindi, ha aggiunto Cianferoni, «una casa di riposo, e che non sia una battuta. Una casa di riposo ospedalizzata». Nell’ultima relazione ospedaliera , ha spiegato ancora il legale, si dice che Riina «non è autosufficiente» e quando si dice che si alimenta da solo è perché ha conservato solo la deglutizione». Il legale chiede dunque «che venga curato e possibilmente non più visto come il parafulmine, un simbolo per poterci parlare sopra anche a fini di scandalismo. Sarebbe ora di smetterla».

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