Corleone, 5 giugno 2017 – Il “diritto a morire dignitosamente” deve essere assicurato ad ogni carcerato. Tanto più che fermo restando lo “spessore criminale” va verificato se Totò Riina possa ancora considerarsi pericoloso vista l’età avanzata e le gravi condizioni di salute. Con questo pronunciamento la Cassazione ha aperto uno spiraglio ad una possibile scarcerazione del capo di Cosa Nostra. Totò Riina è infatti ormai un ottantaseienne che soffre di diverse gravi patologie. La Cassazione ha quindi incaricato il tribunale di sorveglianza di Bologna di prendere una decisione sulla richiesta avanzata del difensore del superboss, richiesta che fino ad oggi è stata sempre rimandata al mittente.
Il legale difensore di Totò Riina ha chiesto alla prima sezione penale della Cassazione il differimento della pena o, in subordine, la detenzione domiciliare.
Intanto sui social scoppia la polemica alla notizia di una possibile scarcerazione di Riina. “Riina non torni a Corleone – ha dichiarato su Facebook Carmelo Miceli, segretario provinciale del Pd di Palermo – Muoia, circondato dai suoi cari, ovunque ma non nella terra che ha devastato. Sarebbe chiedere troppo a un popolo che ancora combatte contro ciò che Riina ha contribuito a rendere forte e opprimente”.
Dello stesso avviso è Lumia (Pd): “Riina è un carnefice spietato e ancora pericoloso. Per cui è necessario non dare segni di debolezza che potremmo pagare amaramente. Non scordiamoci quanto fino a poco tempo fa egli sosteneva nei dialoghi intercettati in carcere dalla Procura antimafia. Dialoghi agghiaccianti nei quali il capo dei capi parlava di piani mafiosi e omicidi da compiere”. Lo dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare antimafia, commentando il pronunciamento della Cassazione”.
“Non si può che rimanere sconcertati dal dibattito che si sta generando sulla figura di Riina – affermano i membri del MoVimento Cinque Stelle della Commissione Antimafia – il carcere è il luogo in cui deve rimanere ristretto uno dei più sanguinari boss di sempre che ha creato profondi intrecci con la politica che sopravvivono ancora oggi. Le nostre preoccupazioni inerenti i tentativi di smantellamento dell’ergastolo ostativo e la concessione dei benefici penitenziari, trovano conferma in questa assurda situazione. Sembra di assistere ad una nuova Trattativa che lascia angosciati e preoccupati”.