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Blitz dei Nas nello storico bar Alba, sequestrato un quintale di crema di ricotta

L'azienda: "Nessun prodotto sequestrato è stato trovato deteriorato o addirittura avariato. E' tutto in regola"

Palermo, 29 maggio 2017 – I carabinieri del Nas di Palermo hanno sequestrato oggi 110 chili di crema di ricotta congelata abusivamente nella pasticceria Alba in piazza Don Bosco. I militari hanno anche denunciato il titolare G.C. di 72 anni accusato di detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione. E’ stato accertato che la crema di ricotta si trovava nel locale per essere venduta ai clienti.

L’intervento del reparto Nucleao Antisofisticazione dei Carabinieri rientra in una campagna nazionale di controllo sui prodotti dolciari e proseguirà nei prossimi giorni in altre pasticcerie palermitane. Nei giorni scorsi erano state sequestrate delle cassate alla pasticceria Oscar.

Nel pomeriggio i titolari della storica pasticceria palermitana hanno risposto alle durissime accuse riportate dalla stampa. “Come già evidenziato agli operatori del Nas, e dagli stessi riscontrato e verbalizzato, il prodotto in argomento, che al momento della verifica era in fase di rinvenimento e lavorazione, è una crema di ricotta perfettamente conservata – si legge in una nota – stoccata e munita di certificazione Cee. Con la presente comunicazione si intende evidenziare che il Nas ha eseguito una misura cautelativa che riguarda un prodotto perfettamente conservato e del tutto idoneo all’uso e somministrazione la cui conservazione ha anzi la caratteristica (a -18 gradi) di essere una misura raccomandata dal Ministero della Salute per la riduzione della carica batterica propria di gran parte degli alimenti di origine o derivazione animale, addirittura obbligatoria per alcune categorie di alimenti”.

“Appare pertanto frutto di invenzione o comunque di errata percezione della realtà quanto frettolosamente rappresentato in ordine al rinvenimento di prodotti deteriorati o addirittura avariati. L’unica responsabilità che l’azienda – già affermatasi per la evidente bontà e qualità dei propri prodotti e delle materie prime impiegate (bontà che è ben nota all’utenza e che magari ha infastidito unicamente la concorrenza) – riconosce è quella di avere osservato nella conservazione un’eccessiva cautela e di non avere dato adeguato risalto cartaceo alla procedura seguita così da non potersi dirsi immune dal mancato rispetto di alcune procedure formali e amministrative che nulla hanno a che vedere con la bontà della crema di ricotta o di altri prodotti”.

 

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