Altofonte, 22 maggio 2017 – “Ho semplicemente fatto quello che ogni onesto cittadino dovrebbe avere il coraggio di fare. Quando la mattina mi faccio la barba voglio avere il coraggio di guardarmi negli occhi”. Lo ha detto G. S. imprenditore edile di Altofonte che ha denunciato con coraggio alle forze dell’ordine le continue richieste di pizzo da parte della locale famiglia mafiosa.
Dal 2000 l’uomo continuava ad essere vittima delle richieste estorsive, così, stanco ha deciso di denunciare, ha deciso di ribellarsi al giogo mafioso e martedì scorso i carabinieri del Gruppo di Monreale hanno arrestato Salvatore Raccuglia, indagato in ordine ai reati di associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata dall’utilizzo del metodo mafioso ai danni di un imprenditore di Altofonte.
I carabinieri sono rusciti a documentare la richiesta puntuale di pizzo da parte di Salvatore La Barbera, ritenuto emissario del capo famiglia, proprio in prossimità della Pasqua, e la fissazione di un appuntamento per il successivo 15 aprile per il ritiro del contante. Le telecamere dei carabinieri hanno registrato tutto però, hanno immortalato la consegna delle banconote da 20 e 50 euro, per l’importo complessivo di 500 euro. In seguito il blitz dei militari che hanno arrestato il malavitoso. Dopo la perquisizione nelle sue tasche sono state rinvenute diverse mazzette di denaro contante proveniente quasi certamente, di altre estorsioni commesse, nella stessa mattinata, in danno di altri imprenditori.
Dentro la sua abitazione è stata trovata anche un’agenda, all’interno della quale sono stati rinvenuti dati fondamentali relativi alle estorsioni poste in essere ad Altofonte, i cui proventi erano destinati al mandamento mafioso di San Giuseppe Jato, per il sostentamento delle famiglie dei detenuti.