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Orgogliosa di dire “anche noi facciamo la differenziata”. La lettera aperta di un’insegnante monrealese al Nord

“Anche noi facciamo la differenziata”. È la frase con cui ho esordito entrando in classe martedì mattina

Monreale, 22 marzo 2017 – Si continua a parlare della raccolta differenziata che ha avuto inizio a Monreale lo scorso 12 marzo. Un’insegnante monrealese che vive al Nord, fiera del passo avanti fatto dalla sua cittadina, ha deciso di raccontarci la sua storia….

“Anche noi facciamo la differenziata”. È la frase con cui ho esordito entrando in classe martedì mattina. Sono una cittadina (e aggiungo fiera di esserlo) di quella meravigliosa cittadella che è Monreale. Lasciata due anni fa per andare ad insegnare al Nord, dopo avere raggiunto il tanto desiderato ruolo. Non vi tedierò con la mia triste storia, che in realtà di triste ha ben poco ed è paragonabile a quella di tanti genitori che pur con lavori diversi affidano i propri figli ai nonni e vanno a lavorare fuori rientrando nei fine settimana. Ma quello che voglio raccontarvi è il mio senso di smarrimento dinanzi alla differenziata che in un piccolo paesino del Veneto, Mansuè, i cittadini svolgevano regolarmente ormai da tempo come una realtà consolidata.

Il proprietario del mio appartamento, dopo aver formalizzato il contratto di locazione, si è presentato da me con un libretto esplicativo sulla differenziata (che a guardarne la mole mi ha dato l’impressione di un trattato di fisica quantistica), lasciandomi i sacchetti di varia natura e i bidoni se ne è andato via senza darmi alcuna spiegazione. Io per quell’orgoglio che contraddistingue noi siciliani d’amore e difesa della nostra terra, non ho osato fare domande figurarsi ammettere: “noi non facciamo la differenziata”.

Tra imballaggi di varia natura, umido, indifferenziato, lattine et cotera è iniziata la mia esperienza con la differenziata. A scuola la prima cosa che ho notato entrando in classe sono stati i vari contenitori disposti per la differenziata ed ecco la domanda: “Giù in Sicilia da voi fate la differenziata?”  “In alcuni paesi è già una realtà – rispondevo io – in altri sta prendendo avvio” “E dove abita lei?” “ Ecco – continuavo – quello è uno di quei posti in cui sta per prendere il via”.

Rientrata a casa, già il primo week end, ho subito avvertito quel senso di smarrimento nel gettare i rifiuti in maniera indifferenziata e anche un senso di colpa (credo si sia trattata di quella coscienza morale e civica che alberga in ognuno di noi). Nonostante la differenziata al Nord faccia parte del tessuto collettivo e del vivere quotidiano, proseguono all’interno delle scuole le iniziative per sensibilizzare sempre più. L’Assessore preposto mi ha raccontato la difficoltà e la lentezza con cui il diverso modo di conferire i rifiuti ha preso il via, e come nonostante fosse trascorso pressoché un quinquennio le difficoltà e le incertezze continuassero a permanere, sia tra i più anziani che tra i più giovani.

Quest’anno scolastico lo sto trascorrendo in un altro paesino, questa volta della Toscana, Capannoli, dove la differenziata ha preso il via da circa un anno e anche qui la domanda è stata: “Da voi fate la differenziata?” da martedì entrando in classe con aria soddisfatta ho potuto dire: “Anche noi facciamo la differenziata”.

Allora ho riflettuto su come non importa quanto possa essere difficile tutto ciò che è nuovo, ma su come è facile dire al Nord sono tutti bravi, non è vero nel mio condominio arrivano le multe perché la differenziata non si svolge ancora in maniera corretta e ci sono i furbetti che gettano i rifiuti nei giorni non assegnati. Io sono felice ed orgogliosa che, finalmente, dopo tante promesse e belle parole la differenziata, male, seppur con difficoltà abbia preso avvio e che nonostante lo smarrimento iniziale tutti iniziamo a comprendere che “Comune” non significa Amministrazione Comunale ma che “Comune” siamo noi tutti, insieme e come singoli soggetti (è dal termine “comune” che deriva la parola “comunità”) e che le critiche servono alla comunità soltanto se costruttive altrimenti sono una inutile e sterile polemica.

È il mio modo di ringraziare la mia Amministrazione, il mio Comune e la mia comunità

D.B.

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