Monreale, 16 novembre – Facciamo una doverosa premessa. Nessuno, per la legge italiana, è ritenuto colpevole e responsabile di un reato se non dopo aver ricevuto regolare processo e una condanna definitiva.
In questi giorni, ha generato un fitto vespaio di polemiche, come era prevedibile e come accade puntualmente durante ogni tornata elettorale, la nomina degli scrutatori elettorali che saranno all’opera durante la prossima consultazione referendaria del 4 dicembre. La scelta della commissione elettorale, presieduta dal sindaco Piero Capizzi, e composta dai consiglieri comunali Girolamo Vittorino e Manuela Quadrante (PD) e Filippo Giurintano (Alternativa Civica), è stata quella di procedere alla nomina diretta degli scrutatori e di sorteggiare solo 10 persone tra quelle intervenute all’adunanza pubblica. Tra parenti, amici e persone fidate i componenti della commissione hanno così redatto la lista, ribadiamo, come la legge consente.
Diverse sono state le lamentele dei cittadini di fronte alla discutibile scelta dei componenti della commissione elettorale che ha precluso di fatto a disoccupati e concittadini poco abbienti la possibilità di poter guadagnare una piccola somma dal servizio prestato.
Studiando i dati, molti, moltissimi, sono i cognomi facilmente riconducibili a familiari di dipendenti comunali e a persone legate alla politica monrealese. Ma c’è un nome che colpisce in modo particolare. È quello di A.M., classe 1980, condannato il 6 novembre scorso a 5 anni e 4 mesi nell’ambito operazione antimafia Verbero con la quale è stata smantellata la rete degli affari di droga e di appalti operati per conto di Cosa Nostra con l’arresto di 31 presunti boss e gregari della famiglia mafiosa palermitana di Pagliarelli.
Non è ancora chiaro da chi sia stata nominata la persona in questione, questo sarà certamente appurato dai verbali e dai video realizzati dal MoVimento 5 Stelle, ma è evidente che ancora una volta Monreale esce sconfitta da logiche clientelari e da una politica ancora lontana dai cittadini onesti.