Palermo, 14 novembre -Presentato questa mattina alla cittadinanza ed alla stampa, presso la sede della Prefettura ed alla presenza del Ministro dell’Interno Angelino Alfano e dei rappresentanti delle istituzioni coinvolte, il protocollo di intesa, sottoscritto nei giorni scorsi e relativo alla presa in carico dei Minori stranieri non accompagnati (MSNA), tra il Comune di Palermo, il Tribunale Civile di Palermo, il Tribunale per i Minorenni di Palermo, la Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo, la Questura di Palermo, l’Università degli Studi di Palermo, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza del Comune di Palermo.
Gli obiettivi e le finalità dell’intesa, che ha durata biennale ed assegna a tutte le istituzione coinvolte dei compiti ben definiti, riguardano la promozione e la tutela sostanziale ed effettiva del minore straniero non accompagnato fin dal momento in cui approda sul territorio italiano, attraverso la predisposizione di ‘progetti individualizzati di accompagnamento’; l’istituzione di un elenco di tutori volontari chiamati ad operare sul territorio della Città di Palermo; l’individuazione e la risoluzione delle criticità relative all’identificazione ed all’eventuale accertamento della minore età, nonché quelle relative allo svolgimento dei rispettivi ruoli e alle comunicazioni interistituzionali nell’adozione e nell’attuazione degli ulteriori eventuali provvedimenti giudiziari.
Il Sindaco Leoluca Orlando ha sottolineato che ‘Palermo si pone all’avanguardia con il primo protocollo di questo tipo su scala nazionale, realizzato in un momento non emergenziale’ ed ha espresso ‘apprezzamento per il risultato raggiunto, inserito nella più ampia politica di accoglienza offerta dalla città di Palermo. Accoglienza che non è solo fornire un tetto, un letto e dei pasti ma è anche fornire strumenti e reti di relazione sociale e sviluppo umano’.
“Abbiamo pensato – ha aggiunto il Sindaco – che fosse opportuno fare un passo avanti rispetto alla Carta di Palermo e questo protocollo nasce nel posto e nel momento giusto. Vogliamo che i minori non accompagnati non siano un numero ma che ognuno abbia un preciso riconoscimento, una cartella identitaria. Con questo protocollo diamo nei confronti dei migranti un segnale positivo: mentre altrove c’è chi parla di alzare i muri, a Palermo si promuove il dialogo”.