Monreale, 8 ottobre 2016 – Rosanna Giannetto è stata la consigliera del PD più votata alle scorse amministrative. Da subito ha giocato un ruolo scomodo all’interno del partito e della coalizione di governo, non lesinando critiche nei confronti dell’operato del sindaco o non allineandosi sempre in consiglio comunale alle posizioni del partito.
Il consiglio del 4 ottobre segna uno spartiacque netto tra chi, nel partito, ha deciso di continuare a condividere il percorso governativo di Capizzi, e chi invece ha reciso il legame con l’alleanza di governo. La Giannetto, appartenente a quest’ultimo gruppo, per la verità legittimata dalle segreterie provinciale e regionale, ha spiegato durante i lavori consiliari le motivazioni alla base della sua scelta. L’abbiamo intervistata per comprendere meglio.
D: Lei spesso ha segnato la distanza con le scelte dell’amministrazione, ponendosi come pungolo nei confronti dell’azione dei suoi alleati, ma ha sempre confermato la sua adesione al progetto del partito e la fiducia a Capizzi. Cosa è cambiato adesso?
R.: Al consiglio comunale del 4 ottobre, il sindaco si è appellato al nostro senso di responsabilità in merito all’approvazione del Consuntivo 2015. Ma non credo che lui si sia assunto le sue responsabilità nella scelta della Giunta. Ogni effetto ha la sua causa. Non è concepibile che tra rappresentanti istituzionali di una certa rilevanza si vengano a creare chiusure nel dialogo che dovrebbe rimanere improntato alla costruzione e alla crescita della realtà in cui si opera. Scegliendo la Giunta, così composta, ha scavalcato l’interlocutore politico ufficiale, mi riferisco ai vertici regionali e provinciali, scegliendosi quello più comodo e a lui congeniale, infischiandosene del contributo determinante per la sua elezione a sindaco di tanti elettori ed eletti che nel 2014 si sono impegnati per voltare pagina nella nostra città.
D.: Come giudica l’operato dell’amministrazione nei confronti dei problemi della città?
R.: In questo ultimo anno le condizioni della città hanno subito un vistoso peggioramento.
L’amministrazione comunale non ha raggiunto nemmeno lontanamente gli obiettivi che si era prefissata. Questo rimpasto non lascia presagire nulla di buono, anzi l’assenza di consapevolezza dei problemi della città e l’incapacità di trovare soluzioni è molto preoccupante.
D.: Cosa la preoccupa di più?
R.: È sotto gli occhi di tutti la condizione di degrado in cui versa Monreale, basterebbe ascoltare un campione di 50 cittadini non politicizzati e di 50 turisti per capire come stanno andando le cose.
Peccato che dopo il riconoscimento Unesco che avrebbe potuto offrirci una grande notorietà internazionale, non si siano messe in campo forze in grado di sapere valorizzare il patrimonio culturale-storico e architettonico di Monreale. Basti pensare alla gradinata che dal posteggio porta in via Torres in cui sono state sistemate soltanto alcune basole per un fatto funzionale, senza pensare che costituisce il nostro biglietto da visita. Percorrendola lo scenario è squallido: ringhiere divelte, aiuole aride e ovviamente prive di vegetazione, muri di contenimento distrutti. Lo stesso accade al Belvedere. Dopo due anni e mezzo questa amministrazione non è riuscita a risolvere il problema dei bagni pubblici nel centro storico.
Sul complesso Guglielmo hanno mostrato tanta fretta nell’approvazione del piano esecutivo di gestione, ma ad oggi non c’è traccia di alcun bando europeo per l’affidamento. Senza considerare la vergogna di avere incassato, con un complesso museale così maestoso, in un anno meno di € 1.700,00 circa. In questo modo Monreale non può vivere di turismo così come tutti giustamente pensano che dovrebbe essere.
C’è poi, un tema che riguarda la sicurezza a partire dall’illuminazione pubblica del paese, non è con i pannicelli caldi che si rileva un problema che coinvolge L’80% della rete di illuminazione pubblica. Occorrerebbe un progetto di finanza ma dopo averlo spiegato e più volte ripetuto mi viene il dubbio che troppo spesso nei piani alti dell’amministrazione ci siano troppi limiti alla volontà e capacità di capire.
D.: In consiglio comunale, nel corso della relazione sul consuntivo, Capizzi ha detto che verrà ricordato certamente per l’impegno dedicato alle problematiche scolastiche.
R.: Se vogliamo entrare nello specifico mi chiedo come mai ancora non siano state consegnate le aule del primo piano del Plesso D’acquisto a Pioppo. Sono state anche soppresse le mense alle scuole dell’infanzia a Pioppo, ad Aquino e a Grisì.
È, infine, di oggi la notizia che al P.Novelli i bambini dovranno alternarsi nella turnazione al fine di potere effettuare i lavori di messa in sicurezza dei bagni. I bambini della materna avranno una settimana di vacanza con tutti i disagi per i genitori che lavorano e non sanno a chi affidarli.
Oltre al presenzialismo e alla ricerca di qualche scatto fotografico sarebbe più importante garantire l’assistenza igienico-sanitaria almeno nei casi di assoluta gravità psico-motoria. Ne è stata più volte fatta richiesta ma, per mancanza di fondi, è stato detto che non è stato possibile provvedere. Però per cose molto meno urgenti i fondi si sono trovati, come per i premi di merito. Tra regalare € 10.000,00 euro una tantum e prestare assistenza a chi ha meno e vive il dramma della disabilità, io ed il PD del nuovo corso non abbiamo dubbi.
D.: Nella proposta della terna assessoriale avanzata dai vertici provinciali e regionali appare il suo nome. Quali sarebbero state le sue proposte per dare una svolta alla città, e concretamente, quali soluzioni avrebbe avanzato?
Premesso che la risposta meriterebbe un programma di cose da fare lungo almeno cinque anni, le dico quali sarebbero stati i miei due punti più importanti. Avrei puntato prioritariamente sullo sviluppo del turismo a partire dalla valorizzazione del patrimonio architettonico e del complesso museale. Secondo me c’è un’emergenza giovani su cui concentrare l’attenzione delle istituzioni a partire da quelle comunali. In quest’ottica la scuola ha un valore fondamentale. Avrei puntato innanzitutto a promuovere e sensibilizzare sulla necessità non rinviabile del tempo pieno e prolungato nella scuola dell’obbligo anche a Monreale, ciò per dare ai nostri figli un sapere identico ai ragazzi del centro-nord dove si studia per 40 ore settimanali e non solo per 27, in tal modo si aiuterebbero le famiglie in un compito arduo e molti miei colleghi docenti a tornare ad insegnare a casa vicino i propri affetti. Non meno importante, per dare una boccata d’ossigeno ai nostri artigiani, avrei puntato alla riqualificazione e alla messa in sicurezza del centro storico che a ben guardare da troppo tempo è stato abbandonato a se stesso, con buona pace di chi si ostina a pensare che a Monreale si stia vivendo un rinascimento.
D.: Cosa non condividete nella giunta del Capizzi due?
R.: La Giunta che volevamo doveva mirare al bene collettivo e non al bene dei singoli. Sono contraria alla democrazia ereditaria (visto che si passa da fratello a fratello) ma pretendo una Vera Democrazia con una piattaforma programmatica adeguata di cose da fare sulle quali confrontarsi e tutti impegnarsi. Di tutto ciò non c’è stata alcuna traccia. Anche per limiti che hanno riguardato il mio partito. Diceva un mio professore che ogni crisi è una crescita ma se non viene riconosciuta rimane una esperienza fallimentare.
Effettivamente vediamo cose incredibili e nessuno fa o vuole fare niente e si qualcuno come Rosanna Giannetto vuole sensibilizzare non solo l’opinione pubblica ma chi avendone la possibilità si muova e agisca per poter reagire guardano la fictiontelevisiva ” Rimbocchiamoci le mani ” be dovremmo essere tutti i cittadini e coloro che ci amministrano responsabili ed attivi.