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Rifiuti, indagine della Regione sugli affidamenti diretti. Anche Monreale coinvolta

Monreale, 18 agosto – Diventa sempre più rovente il tema rifiuti all’interno delle amministrazioni comunali di un centinaio di comuni siciliani, tra cui anche quello di Monreale. La Regione Siciliana ha già avviato un’indagine che mira a scovare eventuali anomalie nelle procedure di affidamento della gestione dei rifiuti da parte delle amministrazioni ed ha già scoperto circa 100 sindaci che, con il pretesto di una possibile minaccia di un’emergenza rifiuti, hanno proceduto ad eseguire affidamenti diretti per una cifra che si aggira attorno ai 200 milioni di euro, soldi sborsati dai cittadini.

Una cifra da capogiro che sta iniziando a far storcere il naso alle Procure siciliane le quali adesso vogliono vederci chiaro. “Abbiamo da tempo avviato una verifica sui motivi che hanno portato a questi affidamenti scoprendo delle anomalie che, in alcuni casi, abbiamo segnalato alla procura della Repubblica e alla Corte dei conti – dichiara l’assessore all’Energia, Vania Contrafatto a Repubblica – in particolare abbiamo segnalato i casi di Bagheria e Mazara del Vallo, ma proseguiamo i controlli anche sugli altri Comuni”.

Intanto, come detto ieri, la procura di Termini Imerese ha già iniziato la verifica di una serie di atti con i quali è stato affidato il servizio di raccolta dei rifiuti a Bagheria, tra i quali quello alla “No.ve.ma.”, la ditta adesso finita al centro di un’interdittiva del prefetto di Palermo perché, assieme alla “Trade eco service”, ritenuta vicina ai boss della famiglia corleonese dei Lo Bue.

Al centro della vicenda c’è la norma regionale sui rifiuti che prevede la possibilità per i sindaci, con il cosiddetto “191”, di derogare alle leggi ordinarie sugli appalti in caso di rischio di emergenza sanitaria. Il nodo risiede nel fatto che l’affidamento diretto deve avere una durata limitata. Molti sindaci invece, hanno continuato ad utilizzare questa “scappatoia” per rinnovare i contratti sempre alle stesse ditte facendo ricorso in continuo a procedure di emergenza. In sostanza quello che sta accadendo oggi a Bagheria e Corleone potrebbe rappresentare solo la punta di un iceberg in quanto solo in provincia di Palermo a fare affidamenti diretti sono stati i Comuni di Bagheria, Bisacquino, Campofelice di Roccella, Chiusa Sclafani, Ciminna, Giuliana, Monreale, Roccamena, San Cipirello, Ventimiglia e Villafrati.

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