Monreale – L’estate, si sa, è la stagione più calda dell’anno…a prescindere dall’ovvia constatazione metereologica, lo è sempre stata, in realtà, per un’altra ragione poco conosciuta: le Novità Scolastiche. Trasferimenti, Assegnazioni, Decreti et similia, anche quelli piuttosto discussi o discutibili, spesso vedono “la luce” proprio durante il periodo della spensierata canicola.
La “modalità vacanze”, per gli addetti ai lavori, appare, quasi sempre, come un “app sospesa”, tra l’opzione “Meritato Riposo” e quella “Trepidante Attesa”. Ciò che ho sempre constatato è che le novità normative, pur innescando lunghe e farraginose discussioni che annaspano tra i flutti delle differenti ideologie e opinioni, quasi mai vedono coinvolta l’utenza vera, quella costituita dagli attori principali, i nostri ragazzi. Quando si parla di scuola vengono quasi sempre prese in considerazione le opinioni degli adulti, siano essi insegnanti, genitori, opinionisti di professione, politici, intellettuali o pseudo-tali e altri soggetti ancora…I ragazzi, gli autentici protagonisti, diventano solo il marginale oggetto di un comune argomentare.
Ricordo che da studentessa, avevo le mie idee, chiare e precise su come avrei voluto la scuola, ma le esternavo, quasi con pudore, timidamente a qualche compagno di scuola o ai prof più propensi al dialogo, con l’intima convinzione, però, di dialogare, più che altro, su utopie. Da tempi parecchio remoti, quindi, si continua a legiferare su una “struttura complessa” come la scuola, si ristrutturano e ammodernano continuamente i suoi pilastri e le sue fondamenta, senza tastare mai se la materia prima sia compatibile col progetto di ristrutturazione: semplicemente senza conoscere o prendere in seria e costruttiva considerazione, ciò che gli studenti realmente pensano di essa.
Leggendo diversi articoli sull’opportunità, sempre inattuata, di un serio coinvolgimento pre-riforma scolastica degli studenti, soprattutto in quei processi innovatori tendenti a destrutturarne gli assetti pedagogici e istituzionali, uno di essi ha colpito la mia attenzione: una studentessa ha formulato un questionario molto semplice ma efficace, diffondendolo ai ragazzi di alcune scuole di diverse città. Sarebbe interessante e utile conoscere e discutere il parere dei ragazzi delle scuole siciliane: i loro problemi, le loro speranze, le loro idee. Riporto quindi le domande della studentessa come input di riflessione:
1) Come ti piacerebbe fossero le lezioni?
2) Per quali motivi in classe c’è chi si distrae?
3) Come deve comportarsi un insegnante per stimolare l’attenzione della classe?
4) Cosa si dovrebbe cambiare nella scuola attuale?
Da questa piccola indagine emerge come gli studenti desiderino una scuola dove loro siano davvero al centro, circondati da insegnanti comprensivi e autorevoli a cui dare fiducia, che trasmettano serenità e coi quali sia possibile comunicare veramente, affrontando problemi reali. Ciò che chiedono è una scuola giusta, che funzioni, che parli di realtà, di situazioni vissute nel quotidiano, che li prepari per il futuro, che insegni tanto in maniera coinvolgente e divertente, senza annoiare mai, che li appassioni al punto tale da non poterne più fare a meno, non solo come indispensabile fardello da trascinare per raggiungere l’agognato “Attestato”, il cosiddetto “Pezzo di Carta” ma come “Necessità impellente e imprescindibile” di conoscenza e formazione permanente, per sentirsi finalmente pronti ad affrontare il mondo, con la consapevolezza di aver acquisito la necessaria maturità.
Desideri adolescenziali quasi sempre considerati irrealizzabili, in realtà intensi e vivi, decisamente necessari, perché solo il desiderio, figlio di tutte le passioni, è il motore più potente per cambiare cose e situazioni stanche, apparentemente immutabili.
“Non desideriamo cose facili. Desideriamo cose grandi, cose ambiziose, fuori portata. Esprimiamo desideri perché abbiamo bisogno di aiuto e abbiamo paura, e sappiamo di chiedere troppo, però continuiamo a esprimere desideri perché qualche volta si avverano.” [Grey’s Anatomy, quinta stagione, episodio 11]