Corleono, 6 agosto – Lunedì mattina, gli operai ex ATO e la Cgil di Corleone si sono recati al comune per chiedere all’amministrazione, per l’ennesima volta, di redigere il piano di ambito di raccolta ottimale ARO, ossia la soluzione definitiva della gestione dei rifiuti. Purtroppo la mattina la delegazione sindacale non riusciva ad incontrare il vice sindaco – come si evince dal comunicato stampa della CGIL – ma apprendeva che il comune aveva interrotto il rapporto d’appalto con la ditta NoVeMa, che gestiva il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in emergenza dal febbraio 2015, a causa dell’interdittiva antimafia della Prefettura di Palermo, che le aveva fatto perdere i requisiti per accedere alla white list. “Da lì, carte alla mano, chiediamo al sindaco e alla giunta tutta, di attuare la ordinanza n. 6 rif del Presidente della Regione del 30 giugno 2016, che prevede l’assunzione degli operai ex ATO, essendo stati inseriti nelle piante organiche della SRR”.
La prima ditta che rispondeva all’invito del comune di assumere la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti era la Mirto, che però si rifiutava di assumere gli operai ex ATO. Il comune continuava ad inviare inviti alle ditte e martedì mattina la situazione sembrava che si stesse risolvendo positivamente con la ditta Ecogestioni, la quale si era mostrata disponibile ad assumere i lavoratori in questione. Si respirava una bella aria di riscatto, quella che passa dal lavoro.
La scelta di assumere gli operatori ex ATO era stata assunta dalla Ecogestioni solo a livello verbale e non in base ad un obbligo contrattuale inserito nella lettera d’invito. Comunque, mercoledì sembrava fatta: gli operai, pur di tornare al lavoro, erano disposti ad accettare le 4 ore lavorative giornaliere proposte dal Comune, e si preparavano ad effettuare il servizio. L’iniziale proposta di quattro ore diventa di tre ore e le assunzioni non più per 15 ma per 12 operai. L’accordo salta, la ditta non firma il contratto, gli operai restano ancora disoccupati, mentre agli angoli delle strade e nelle piazze della nostra città si vanno accumulando sempre più i sacchetti della spazzatura ormai maleodoranti.