Monreale, 11 luglio – Non sembra aver destato particolare clamore, all’interno degli ambienti politici monrealesi, la notizia che vede i due esponenti del Partito Democratico, l’assessore Sandro Russo e la consigliera comunale Aurelia Di Benedetto, finiti in un vortice giudiziario perché coinvolti in un’inchiesta della Procura su presunte assunzioni camuffate per tirocini. La richiesta formulata dalla Procura di Palermo è infatti pesantissima per i due esponenti del Partito Democratico monrealese: quattro anni e sei mesi per Russo e quattro anni per la Di Benedetto.
Forse a causa della calura estiva o forse l’attesa per l’eventuale condanna o assoluzione dei due rappresentanti Dem, solo il consigliere comunale del MoVimento 5 Stelle Fabio Costantini ha deciso prendere una posizione, nessuna reazione, almeno per il momento, sembra venir fuori dagli altri scranni del consiglio comunale.
“Il partito democratico – afferma Costantini – e la giunta monrealese stanno diventando una vera e propria polveriera ove, tra beghe, familiarismi, personalismi e indagini giudiziarie ci si allontana sempre più dagli interessi dei cittadini a discapito dell’intera comunità Monrealese”.
Costantini reputa l’accusa mossa nei confronti dell’assessore Russo e la consigliera Di Benedetto pesante, un’accusa che “indubbiamente, al di là degli esiti che il processo avrà, scredita le figure coinvolte agli occhi dell’opinione pubblica cittadina”.
“Partito Democratico -e Capizzi – conclude Fabio Costantini – ne traggono le opportune conseguenze, la Città di Monreale non può più permettersi tutto ciò.