Monreale, 7 luglio 2016 – Rischia di arrivare in Tribunale la querelle tra la Curia Arcivescovile di Monreale ed il Comune con al centro la “Torre Fornace”, il monumento di proprietà della Curia e dato in al comune di Monreale. Con una lettera indirizzata al sindaco Capizzi, la Curia ha diffidato il comune dal procedere al comodato d’uso oneroso all’AVIS e all’ACAV (100 € mensili), “fatta senza titolo alcuno di proprietà”. La Curia chiede inoltre la restituzione della Torre entro 15 giorni.
L’accusa della Curia è ben precisa. Il Comune di Monreale starebbe disponendo liberamente di beni altrui. Già in passato, dal 1976 al 1993, sarebbero stati affittati ad un mosaicista monrealese.
La prima richiesta di restituzione dell’immobile era stata presentata il 22 febbraio 2016.
Dai documenti presenti nell’Archivio Diocesano di Monreale, la “Torre Fornace”, già dal XIV sec. carcere e luogo di tortura per i malfattori, dipendente dalla giurisdizione dell’Arcivescovo di Monreale, il 10 novembre 1521 veniva concessa in uso al Mastro Pietro Oddo come officina dei mosaici (fornace o vetriera) e per abitazione perché potesse meglio operare al restauro dei mosaici della Cattedrale normanna.
“La Torre – spiegano dalla Curia – non può essere nella disponibilità del Comune di Monreale, in quanto non fu mai soppressa né entrò a far parte del patrimonio dello Stato o del suo demanio, come altri beni del Monastero dei Benedettini, per effetto della legge n. 3036 del 7 luglio 1866. Nel verbale di consegna del Ministero della Pubblica Istruzione del 1875 non si fa menzione né di detta Torre, né della Chiesa degli Agonizzanti, né della Torre ad essa annessa, situati di fronte all’ingresso della Cattedrale di Monreale ed esterni al Monastero”.
Nella richiesta inviata al comune, la Curia spiega come i beni mobili ed immobili di cui il comune dispone per effetto della legge di soppressione delle corporazioni religiose non possono essere alienati, né ceduti a terzi, in quanto il comune ne è mero comodatario da parte del Fondo Edifici di Culto (FEC) della Prefettura di Palermo, chiamato a gestire localmente i beni entrati a far parte del patrimonio dello Stato e direttamente dipendenti dal Ministero dell’Interno.
“Il comune quindi – sostengono in Curia – non può concedere a terzi gli immobili dell’ex Monastero benedettino o di altri soppressi, né in comodato d’uso gratuito né oneroso, pena la revoca della convenzione. lo stesso vale per i beni mobili, quali le opere d’arte, la pinacoteca dell’ex Monastero e la biblioteca dei benedettini, che sono dati semplicemente in custodia e non sono mai entrati a far parte del patrimonio del Comune di Monreale”.
La tesi della Curia è inoltre supportata dalla lettera del 6 ottobre 2009 del Ministero degli Interni che dichiarava il complesso denominato “ex Torre Fornace” non di pertinenza del FEC, ritenendo legittimo quanto sostenuto dall’Arcidiocesi di Monreale circa la pertinenza di detta Torre della Cattedrale.
La Curia chiede la restituzione perentoria dei locali entro il 21 luglio 2016. Diversamente, senza ulteriore avviso o comunicazione si adiranno le vie legali.