Monreale, 21 giugno – “Auspico che l’amministrazione possa smentire, carte alla mano, quanto emerso nell’articolo di Filodiretto “Il mistero dell’area andata in fiamme. Di chi era la responsabilità della custodia, del controllo di quel terreno?, diversamente si dimetta”. Esordisce così Massimiliano Lo Biondo, componente dell’Assemblea Provinciale del Partito Democratico commentando la risposta del sindaco Capizzi all’editoriale di Luigi Gullo pubblicato da questa testata.
“Perché – continua Lo Biondo – la risposta data dall’amministrazione, attaccando e accusando il giornale di essere fazioso, smentita poi nel successivo articolo di risposta con carte alla mano, rischierebbe di far venire meno il rapporto di fiducia e credibilità che invece deve essere caratterizzante di una istituzione rispetto ai cittadini”.
Se così non dovesse essere, allora, per Lo Biondo sarebbe opportuno che per l’amministrazione monrealese non continuasse “l’accanimento terapeutico di rimanere in sella nonostante tutto”.
Per il componente dell’assemblea provinciale Dem quanto affermato dal primo cittadino non è altro che la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Tra l’altro Lo Biondo critica all’amministrazione un finanziamento di 363 mila euro perso perché il progetto non è stato inserito nel piano triennale, una gestione approssimata della vicenda ATO e i continui annunci su una differenziata che ormai sembra una brutta barzelletta, “nepotismo poltronitico” e una interminabile discussione di azzeramento che poco è servita per risolvere i problemi, incarichi di sottogoverno retribuiti in contrasto al programma elettorale depositato, confusione della gestione delle piazze in chiave Unesco, annunci rimasti tali sul randagismo, annunci e successivo abbandono dei locali del CRES.
“Avrei preferito – continua – che la risposta fosse stata: “Gentile direttore, capisco le critiche aspre perché anch’io, da genitore, comprendo le paure. E come Sindaco farò da parafulmine, anche accettando critiche forse eccessive o che addirittura mi dovrebbero vedere parte lesa. E lo faccio perché è mio obiettivo politico e amministrativo risolvere i problemi e rappresentare i cittadini. Anche con l’aiuto di voi giornalisti…”. Questa avrebbe potuto essere una delle possibili risposte di un politico che vanta un’esperienza lunghissima, dal lontano 1994”.
“Invece quelle affermazioni di faziosità, forse per scaricare presunte responsabilità politiche o amministrative sempre e soltanto ad altri, poi smentite da Filodiretto con documenti alla mano, hanno finito col dividere la città in tifoserie, e probabilmente con l’intento di screditare il giornalista, si sono ridotte a ledere la credibilità dell’istituzione stessa. Per questo reputo doveroso dimostrare come stanno realmente le cose; in caso contrario e inevitabilmente tutelare le istituzioni con l’istituto delle dimissioni”.
“E questo la politica, quella che non condivide questo tipo di cambio di logica, deve sottolinearlo, chiedendo lo spegnimento dell’interruttore, per l’interesse della credibilità della politica e delle istituzioni ma soprattutto per il bene della città”.