Riceviamo e pubblichiamo
Monreale, 7 giugno – Ho assistito al comunicato stampa della consigliera Pica, dall’alto contenuto politico e argomentativo con il quale, la stessa, getta un’onta di discredito e di inaccettabile dubbio, oltre che sulla sfera personale, più segnatamente, sul lavoro svolto dalla consigliera Giuliano e, di riflesso, su quello del gruppo che mi onoro di rappresentare e, purtroppo, non lo posso permettere; non sarebbe giusto nei nostri confronti, nei confronti del lavoro sinora svolto né, soprattutto, nei confronti di quei tanti cittadini che hanno sposato le nostre cause ma, ancor più, non posso tollerarlo, da parte di chi continua a ritenere che la funzione di consigliere comunale si esterni esclusivamente mediante messaggi trasversali inviati attraverso gli organi di stampa al proprio partito di riferimento e che sia convinta che l’impegno istituzionale venga svolto attraverso la trasmissione di mail che nulla hanno a che fare con gli atti propri di un rappresentante dell’organo politico istituzionale quali noi siamo.
Credo fermamente che quest’atteggiamento mortifichi il ruolo assegnatoci dai cittadini svuotandolo di ogni contenuto a maggior ragione quando a ciò non seguano azioni concrete e soprattutto utili; mi chiedo, ad esempio, come si possa, “mascariare” un lavoro che nella realtà è puramente astratto? Credo che già il vederla scagliarsi con tanta acredine contro l’opposizione di cui, pur non facendone parte, paradossalmente e verbalmente, asserisce di condividerne le azioni, mette in dubbio, da se, la sua credibilità politica, non sapendo, di fatto, collocarla ne all’interno della maggioranza né, tantomeno, tra le fila dell’opposizione.
Ho la sensazione che la collega Pica abbia perso il senso della propria collocazione, forse a causa proprio dei contrasti intestini al proprio partito date da motivazioni che, ovviamente, poco o nulla interessano né a noi né, benché meno ai cittadini.
Mi chiedo, infatti, perché votare contro alle tante iniziative intraprese da me e dalla consigliera Giuliano per la frazione come ad esempio il suo voto contrario alla pregiudiziale con cui abbiamo cercato di bloccare il trasferimento dei fondi per la ricostruzione di Grisì su altre opere quali la realizzazione del depuratore (le cui somme stornate non basteranno e per le quali si richiederanno nuove e ulteriori somme per metterlo in funzione altrimenti rimarrà l’ennesima opera incompiuta), la sua assenza alla votazione per la realizzazione, sempre a Grisì, del centro sportivo polivalente, il suo voto contrario al nostro emendamento che proponeva, invece, la realizzazione di una villetta a Grisì, il suo voto favorevole alla delibera con la quale si decideva la costruzione dei loculi cimiteriali sempre con i fondi destinati alla ricostruzione, di nuovo la sua assenza alla votazione sulla richiesta di verifica della sicurezza degli edifici pubblici (e quindi anche delle scuole) e tante altre azioni da noi portate avanti nell’interesse dei cittadini, solo per una logica politica inutile al benessere della comunità che poi, sempre a parole, tenta di contrastare.
Purtroppo, questo vecchio modo di fare politica, più improntata sui proclami che sulla sostanza e sui fatti, da cui da sempre tendiamo a prendere le dovute distanze, è a noi lontano mille miglia e, con ogni probabilità, è forse proprio questo che ci ha portato a confrontarci qui oggi.
È evidente che ha frainteso, spero non volutamente ed in via strumentale, il senso dell’invito rivoltole dalla mia collega che era, per l’appunto, quello di spingerla a concretizzare e a convergere verso un obiettivo comune rappresentato, appunto, dall’interesse concreto e fattivo per la frazione.
Né io né la collega Giuliano, abbiamo mai atteso inviti ufficiali per presenziare alle occasioni di confronto con le quali i cittadini intendevano manifestare il loro disagio alle istituzioni e, proprio perché ritengo che il confronto debba avvenire innanzi ai cittadini, giudici ultimi e supremi del nostro operato, mi unisco all’invito fatto dalla collega Giuliano, alla smentita di quanto da noi asserito e, unitamente ai nostri rappresentanti di consulta, sfidiamo lei ed il partito che rappresenta (sempre che il PD sia ancora il suo partito) ad un confronto pubblico, che avvenga alla presenza del sindaco e dei cittadini, durante il quale avremo modo, e tempo, di manifestare le nostre posizioni ed appurare, stavolta con carte alla mano, il lavoro svolto da ognuno e le progettualità che abbiamo portato e che si intendono ancora portare avanti per la frazione e per il territorio di Monreale tutto perché se, come da lei asserito, il tutto si risolve in una questione di stile, per noi è, più segnatamente, una questione di onestà intellettuale.