Santa Caterina: L’Archivio Storico presto aprirà i suoi “Antichi manoscritti”

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Monreale, 28 maggio – Il triste vissuto della città di Monreale nei secoli è stato segnato da pestilenze di vario genere (peste nera, colera, tifo, febbre gialla, mal francese, etc.), e la popolazione doveva fare i conti con un ambiente urbano degradato e privo di regole igienico sanitarie, dato che la promiscuità dei cittadini con gli animali domestici rientrava nella “normalità”. Proprio per sopperire ed arginare l’avanzare di malattie di ogni tipo, i Monrealesi, per curarsi, si rivolgevano all’ospedale civico che dal 1496, per opera di tale Antonio De Perisio, sorgeva ed operava fra la quattrocentesca chiesetta di S. Sebastiano e la chiesa di S. Antonio abate.

Fino al 1589 l’ospedale di S. Sebastiano sorgeva tra un agglomerato di altre costruzioni, l’assembramento di tutti questi edifici era notevole e l’affollamento era tale che l’ospedale stesso ne risultava bloccato nella sua opera. Cosi Ludovico II Torres dopo aver portato a compimento l’opera del monastero delle monache di clausura iniziata da Ludovico I Torres, morto prima del suo completamento, decide, viste le pressanti urgenze della situazione sanitaria monrealese, di impiantarvi l’ospedale intitolandolo a Santa Caterina Martire, per come doveva essere intitolato in principio il monastero e perché la chiesa stessa del monastero custodiva una statua a lei dedicata. Solo nel 1646 l’ospedale viene trasferito dall’arcivescovo Torresiglia nel luogo dove a tutt’oggi possiamo ammirarlo.

Ed è propio dove si trova ora che presto potremmo ammirare alcune tracce di affreschi, diligentemente salvati dalla varie opere di restauro che si sono susseguite in questi anni, che fanno da elegante cornice alla “maestosità” e funzionalità degli ambienti dell’ex Ospedale Santa Caterina ora Centro Culturale Polivalente con annesso Archivio Storico e Biblioteca.
Lo svariato “dedalo” di scale che unisco, in un susseguirsi di sali e scendi i vari ambienti, rendono agli spazi un movimento gradevole e per nulla faticoso. Questo potrebbe far pensare che tanti gradini siano un vero e proprio affronto a quello che è il rispetto per l’abbattimento delle barriere architettoniche, ma non è cosi.

Nell’ex Ospedale di Santa Caterina, c’è un ascensore che darà la possibilità a chiunque di poter salire e scendere comodamente dalle due sale di lettura e consultazione. Gli ambienti sono stati già arredati in maniera semplice ma funzionale. Gli ampi spazi dagli alti tetti lignei sono illuminati, sia dalla luce naturale che entra da finestre e balconi, sia dall’impianto di illuminazione che è adeguato a l’uso per cui è stato destinato. È previsto anche uno spazio multimediale che potrà essere usato per la proiezione di filmati o di slide e un impianto stereo. Completano il tutto gli uffici amministrativi e quelli in uso agli archivisti ed ovviamente i servizi igienici, rigorosamente a norma.

L’assessore Granà, che da mesi si spende per far sì che questo importantissimo bene comune potesse ritornare alla Città, ha dichiarato che la ditta “Arcieri costruzioni”, che si sta occupando degli impianti antincendio, prevede di terminare il montaggio di una centralina, che ne regola il delicato impianto, entro la fine di maggio o i primi di giugno, e che grazie ai nostri operai verranno sistemate le ultime scaffalature che andranno ad accogliere alcuni libri che ancora non hanno trovato la loro giusta collocazione. Fondamentale la collaborazione avuta dal personale che ha operato negli ultimi mesi alla sistemazione e catalogazione di libri, che seppur non facente parte dell’archivio storico, restano comunque un bene per la collettività che ne voglia usufruire. L’Assessore Nadia Olga Granà, sempre che non vi siano altri “intoppi di natura burocratica o di altro genere”, si augura di “aprire” alla Cittadinanza Il grande portone del Centro Culturale Polivalente con annesso Archivio storico e biblioteca, entro la metà del mese di Giugno.

1 Commento
  1. mimmi scrive

    Siamo a settembre ed è ancora chiuso al pubblico e non si sa quando riaprirà.

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