Monreale, 17 maggio – Fino all’inizio degli anni ottanta era praticamente ovunque e circondava tutti, nelle strade fungeva da copertura e coibentava case e palazzi. Ma l’accertamento della sua nocività per la salute dell’uomo ne ha imposto il divieto in moltissimi paesi, tra i quali l’Italia, che ne ha bandito l’utilizzo a partire dal 1992.
In Sicilia sono riaperti i termini per piani comunali e autodenunce: Niente sanzioni per 4 mesi per i cittadini e le imprese che denunciano la presenza di amianto in manufatti ed edifici di loro proprietà. Finanziamenti senza tagli per i Comuni che presentano i loro piani entro 120 giorni.
Un emendamento del Movimento 5stelle approvato all’Ars nel quadro del ddl stralcio licenziato dall’Aula qualche giorno fa, riapre i termini della legge 10 del 2014 di fatto finora bloccata. Cittadini ed imprese avranno ora 120 giorni a disposizione per l’autodenuncia, per segnalare cioè la presenza di amianto in immobili ed aree di loro proprietà senza incorrere nelle pesanti sanzioni previste (da 1700 a 3000 euro) dalla legge licenziata da sala d’Ercole due anni fa. La norma 5stelle, che trae origine da un disegno di legge (prima firmataria Valentina Palmeri) di fatto sblocca la legge 10 del 2014, finora rimasta totalmente disattesa.
L’emendamento riapre pure i termini (sempre 120 giorni) concessi ai Comuni per la presentazione del loro piano amianto senza incorrere nelle decurtazioni dei finanziamenti (40 per cento) previste per i ritardatari.
Per molti decenni, uno dei materiali più utilizzati nell’industria siderurgica, automobilistica, meccanica ed edile; perfino come tessuto per indumenti e tute da lavoro ignifughe. Negli ultimi anni, specialmente a seguito delle discusse sentenze relative alle vittime dell’amianto a Casale Monferrato, si è tornati a parlare dell’amianto, della sua enorme pericolosità e di quanto sia ancora diffuso in Italia e nel mondo.