Roma, 11 maggio – Il Parlamento viene imbavagliato secondo l’Arcivescovo di Monreale Michele Pennisi quando viene messo alle strette con una questione di fiducia. “Un fatto del tutto negativo per la nostra democrazia. Argomenti così delicati e importanti necessiterebbero infatti di altri approcci”. Pennisi in una intervista realizzata dal quotidiano La Repubblica senza mezzi termini parla di fascismo strisciante.
Pennisi giustifica le dichiarazioni del candidato sindaco di Roma Alfio Marchini il quale ha detto che se venisse eletto sindaco della Capitale non escluderebbe di esercitare il diritto all’obiezione di coscienza. “Di fronte a una legge ingiusta è lecito esercitare questo diritto. Se dall’alto lo Stato impone leggi che non si condividono, si può obiettare. Non vedo per quale motivo non si potrebbe fare”.
Secondo l’Arcivescovi di Monreale inoltre ci sarebbero altre alternative per tutelare i diritti degli omosessuali. Ad esempio con un testo unico sui diritti. “Un testo – afferma – che elenchi e ribadisca quanto l’ordinamento italiano già prevede, esplicitamente o implicitamente, per le persone impegnate in convivenze”.
L’attuale legge che sta per essere definitivamente approvata secondo Pennisi proviene da una cultura specificatamente contraria alla famiglia naturale. “Quando attraverso una decisione politica – conclude l’intervista – vengono giuridicamente equiparate forme di vita differenti – come la relazione tra l’uomo e la donna e quella tra due persone dello stesso sesso – non si riconosce la specificità della famiglia. Questo è il punto, a mio avviso “.