Monreale, 30 aprile – La Procura della Repubblica di Palermo conclude le indagini sull’inchiesta denominata “Lost Pay” dove è stata coinvolta anche la Servizi Postali, che era stata avviata nel marzo del 2013, quando erano state poste sotto sequestro 72 agenzie appartenenti ai due marchi Posta Più e Servizi Postali. La Servizi Postali all’epoca dei fatti ne aveva circa 30, tra Palermo e provincia. Denunciate due persone ritenute responsabili.
Il pm Paolo Guido ha notificato, ieri 29 aprile, l’avviso di conclusione delle indagini al titolare della società Servizi Postali Nunzio Giangrande, monrealese, a Maria Rita Cangemi, titolare di una delle agenzie affiliate ed al funzionario della Bnl, Francesco Silliti.
Secondo l’accusa, attraverso le agenzie gestite in franchising, da capire se all’oscuro di tutto, gli indagati avrebbero gestito, senza l’autorizzazione della Banca d’Italia, un servizio di pagamento di bollettini. Solo che gran parte del denaro versato dagli ignari cittadini non sarebbe mai arrivato a destinazione fermandosi nei conti dei titolari delle società. Le filiali erano su tutto il territorio nazionale, ma la “Servizi Postali” solo in Sicilia tra Palermo e Provincia ne aveva circa 30.
L’indagine era nata dall’esposto di un’agenzia di Latina che appartiene al circuito Poste Più che riceveva le proteste dei clienti che segnalavano intimazioni al pagamento da parte di fornitori come Enel, l’azienda del gas palermitana, nonostante avessero pagato le bollette. Nel tempo alla denuncia si sono aggiunte centinaia di querele di privati.
Giangrande, fin dal primo momento, si è dichiarato innocente, sostenendo anzi di essere lui il truffato. “Non sono il truffatore, ma il truffato – ha sempre affermato – Ho presentato diverse denunce ed ho visto dei timbri falsi su alcune pratiche smistate dalle agenzie”. A tal proposito più di 20 affiliati alla Servizi Postali erano stati espulsi dal circuito Servizi Postali per malsani comportamenti. Inoltre, secondo Giangrande, la Servizi Postali sarebbe stata coinvolta in tale operazione a causa di un “tizio”, Funzionario di Poste Italiane, denunciato dallo stesso Giangrande alle Autorità per essersi appropriato di somme appartenenti ai consumatori; lo stesso, dopo avere chiesto danaro a Giangrande intimandolo a ritirare la denuncia e avendo ricevuto risposta negativa, si sarebbe recato dalle Autorità dichiarando il falso. Le denunce alla Servizi Postali arrivano dopo il sequestro.
“Ad oggi – dichiara Giangrande – mi sono riservato di dare al PM Dott. Paolo Guido i nominativi dei responsabili con carteggio alla mano, consegnerò il tutto nei prossimi giorni. Mi riservo di dichiarare altro nel rispetto della Magistratura e degli Organi Inquirenti.
Giangrande, difeso dall’avvocato Paolo De Simone Policarpo, fonda la sua difesa sulla tesi che qualcuno, a sua insaputa, sul quale indaga anche la procura di Termini Imerese, avrebbe provveduto a falsificare i timbri dei Servizi Postali, utilizzati nel pagamento delle bollette. Proprio su questo argomento Giangrande ha presentato denuncia.