Monreale, 13 aprile – “Il congresso, le elezioni, sono avvenute democraticamente. Non è questo il luogo né il tempo per ridiscuterne”. Con questo incipit, il segretario locale Toti Zuccaro ha dato l’avvio ieri sera ai lavori dell’assemblea monrealese del Partito Democratico, all’interno della Sala Millunzi del Collegio di Maria, davanti ad una ottantina di persone, tra iscritti e simpatizzanti del PD. Quasi al completo il gruppo consiliare e presenti i tre assessori.
Un’assemblea convocata, ha spiegato Zuccaro, non per rimarcare le differenze all’interno del partito, ma per ricevere l’adesione a gruppi di lavoro e per raccogliere nuove proposte da presentare agli assessori che lavorano all’interno dell’amministrazione Capizzi. Zuccaro ha cercato di gettare acqua sul fuoco delle diatribe interne. Quindi un punto fermo: “Siamo un partito di governo, con Capizzi abbiamo vinto le elezioni e vogliamo con lui continuare ad amministrare questa città. Escludo qualsiasi ragionamento che non vada in questa direzione”. Quindi un appello all’unità del partito, con tutte le differenze e sensibilità interne, che devono comunque trovare una sintesi condivisa: “Il partito è uno solo, uno il direttivo, una la delegazione assessoriale, uno il gruppo consiliare“. Zuccaro ha sottolineato come non possono esserci due gruppi consiliari, ma che le scelte dei consiglieri, ad eccezione di quelle, rare, dettate da motivi etici, devono essere condivise e portate avanti all’unanimità.
Nella sua lunga relazione il segretario si è dilungato nell‘elencare i risultati positivi raggiunti dall’amministrazione, nonostante le difficoltà oggettive derivanti dalle condizioni di predissesto del comune:
“Abbiamo conseguito l’approvazione del piano di riequilibrio, una importante vittoria per il comune. E con orgoglio possiamo affermare di essere l’unico comune sotto piano di riequilibrio a fare una stabilizzazione, seppur parziale, dei lavoratori precari del comune. Abbiamo portato avanti importanti transazioni, come quella con l’AMIA che, seppur criticata da molti, ci ha sottratto alla condanna per indebito arricchimento nei confronti dell’AMIA, come invece avvenuto per altri comuni.
Non dimentichiamo il riconoscimento UNESCO. Tonino Russo aveva attivato la procedura, poi altri hanno lavorato per ottenerlo. Adesso bisogna capire quali accorgimenti adottare per rendere Monreale una città ad alta ricettività turistica. Ed ancora il ripristino del servizio di trasporto dell’AMAT, il ritorno della Musica Sacra, il finanziamento della scuola Guglielmo, il finanziamento del complesso monumentale, ed il rifinanziamento per il quartiere Carmine. Per ultimo il ripristino della scalinata della via Torres. Sulla questione rifiuti abbiamo conseguito un notevole risparmio dei costi e maggiore pulizia per la città. Adesso bisogna spingere per la gara settennale con l’UREGA (L’Ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori pubblici, ndr) per salvaguardare i lavoratori che hanno operato su Monreale”. Infine la questione parcheggi: “Con il prossimo contratto per l’assegnazione del servizio della gestione parcheggi si deve inserire la clausola di salvaguardia per garantire i lavoratori che per tanti anni vi hanno lavorato”.
Zuccaro ha infine sottolineato come siano in aumento le difficoltà affrontate da famiglie indigenti nel comune. “Dobbiamo studiare come trovare nuove risorse, anche tramite fondi comunitari”.
Quindi l’appello all’unità del partito, ma partendo da un punto fermo: “Siamo stati scelti per amministrare questa città in seno all’amministrazione Capizzi. Questa rimane la linea del partito. Faccio appello a chiunque voglia impegnarsi per apportare un contributo a questa amministrazione, è il benvenuto. Creiamo gruppi di lavoro, sull’UNESCO, sui rifiuti, sul complesso monumentale. Abbiamo accettato una sfida con il paese e dobbiamo uscirne vincenti. Ma – chiosa Zuccaro – deve esserci un solo PD, una sola linea esterna, un solo gruppo consiliare”.
Una lunga dissertazione che, nonostante l’intenzione, non è riuscita nell’intento di tenere sopite le differenze e i malumori all’interno del partito (come riporteremo in successivi articoli).