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AlmavivA Contact: in attesa di un tavolo tecnico nazionale sulla vertenza

Palermo, 2 aprile Dall’incontro di ieri tra Sindacato e AlmavivA, presso Unidustria, sulla procedura di licenziamento dei 2988 dipendenti aziendali nelle tre sedi coinvolte: Palermo, Roma e Napoli l’azienda conferma la volontà di procedere con i licenziamenti. Però rimane in una posizione di apertura per trovare una soluzione alternativa che, insieme al Governo centrale ed al Sindacato, porti un cambiamento d’indirizzo nel mercato di riferimento.

“Ad oggi non ci sono le condizioni per un’inversione di tendenza”, riferisce durante l’incontro. Anche se la volontà sembrerebbe quella di far tornare AlmavivA Contact competitiva per ridare sicurezza a tutti i suoi dipendenti.

La riunione si è aperta con le spiegazioni date dai vertici aziendali; hanno spiegato le ragioni che hanno portato ad una procedura di una simile portata e del perché solo sui tre siti interessati. Ribadiscono che le soluzioni che si dovranno trovare non devono essere “Pezze a colori, ma interventi strutturali” di sistemazione del mercato. Pertanto sulle soluzioni proposte hanno molte riserve: ammortizzatori, clausole sociali, sensibilizzazione del mercato sulle gare al massimo ribasso, applicazione del 24 bis. Proprio sugli ammortizzatori, affermano, che l’azienda ha aperto una procedura non perché non ci siano più ammortizzatori sociali utilizzabili, ma perché non vedono ad oggi interventi su mercato che possano garantire una ripresa strutturale. Inoltre, hanno messo a fattor comune che il costo del lavoro/ora di un dipendente ai sensi del CCNL è di 19 euro/ora, di 17 euro al terzo livello, 15 euro. Se si considerano gli incentivi per le nuove assunzioni introdotte dalla legge di stabilità e dal Jobs Act in generale, se poi si fa un confronto con quello estero siamo su valori risibili di 3/5 euro,in delocalizzazione, fuori dalla comunità europea. Quindi per evitare gli esuberi dovrebbero recuperare 50 milioni di euro di fatturato, difendere i volumi rimasti e recuperare capacità competitiva che ad oggi non hanno.

In una nota Slc Cgil Palermo: “Dobbiamo rilanciare la discussione al tavolo innanzitutto per rivedere le decisioni sui tre Call Center colpiti – affermano i sindacalisti Rosso e Vella – Finalmente abbiamo chiarito che questo settore è un pezzo industriale importante per l’Italia e che va fatto un ragionamento politico e industriale che porti occupazione e sviluppo. Basta con la politica degli annunci. Noi lotteremo fino alla fine per scongiurare i licenziamenti”.

Prosegue la richiesta di apertura di un tavolo formale a Palazzo Chigi sulla crisi AlmavivA, da parte dei sindacati e dei rappresentanti Istituzioni; inoltre è probabile che il sottosegretario Davide Faraone a giorni annunci la data di questo incontro. Nel frattempo il ministro Giuliano Poletti ha già fissato un incontro su tutto il settore dei Call Center per il 18 aprile.

Nello stesso tempo, non si arresta la protesta dei lavoratori che saranno presenti oggi in piazza Politeama per un’azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Spiegando che se la Società proseguirà nella sua decisione, a pagare non saranno solo i 1670 lavoratori ma le conseguenze si riverseranno anche sull’economia della città. Inoltre già da stamattina è iniziato un Tweet bombing contro i committenti di AlmavivA Contact e le maggiori cariche dello Stato.

Pubblicato da Laly Panci su Sabato 2 aprile 2016

 

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