Palermo, 1 aprile. È in corso un blocco del traffico in via Belgio da parte dei lavoratori AlmavivA Contact di Palermo, in concomitanza con l’incontro a Roma tra l’azienda, le Rsu e le segreterie nazionali dei sindacati di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcomunicazione e Ugl comunicazioni sulle procedure di esubero.
Continua incessante la protesta dei dipendenti della sede palermitana, da quando l’Azienda ha annunciato il licenziamento non hanno perso occasione per mantenere alta l’attenzione sul dramma che stanno vivendo in questi giorni.
Ancora 64 giorni di tempo per trovare una soluzione ai licenziamenti annunciati lo scorso 21 marzo dalla Società. Eppure non chiedono tanto: rispetto delle norme di legge sulla delocalizzazione delle attività di call center, riqualificare il Sistema degli Appalti con l’accelerazione applicativa della Clausola di Salvaguardia; favorire lo svolgimento delle attività di Call Center in Italia con l’applicazione ed implementazione delle norme previste dal 24 bis D.L. 83/2012; favorire una disciplina omogenea per gli Ammortizzatori Sociali.
Intanto, l’Azienda continua a mantenere una posizione dura; in quanto ritiene insufficienti le garanzie da parte del Governo sulla questione delle delocalizzazioni. Ritiene necessario legare le commesse alla produzione. Ritenuto insostenibile, anche, l’utilizzo di Incentivi per nuove assunzioni che vengono giudicate come concorrenza sleale.
Nel frattempo, l’Assessore Regionale Lo Bello, in un incontro con una delegazione di lavoratori AlmavivA Contact ha riferito che vuole essere parte attiva nella vertenza; inoltre fa sapere che proseguirà il dialogo con l’azienda mettendo a disposizione ogni possibile opportunità. All’Assessore i lavoratori hanno chiesto di intercedere con il MISE per sollecitare l’apertura di un tavolo di crisi. Oltre il sostegno più incisivo da parte del Governo Regione.
Il caso AlmavivA Contact è un’ulteriore dimostrazione di una Regione ad alto rischio occupazionale. Dopo la fuga dei cervelli adesso assistiamo a quella delle Aziende.


