Finalmente è arrivata la primavera e San Martino delle scale comincia a colorarsi del verde dei germogli degli alberi da frutto, dell’arancio, della calendula, e il sole comincia a ridare il sorriso e lo splendore alle rocce che affiorano dalla fitta vegetazione. Ma, come ormai tutti gli anni, lo scenario che si presenta agli occhi degli abitanti della frazione monrealese la mattina del martedì dopo la pasquetta è davvero desolante.
Un vero e proprio scempio ad opera degli avventori/vandali che invadono le nostre campagne per banchettare nelle festività. Qual è il risultato? Montagne di spazzatura abbandonate lungo le strade ed all’interno delle aree attrezzate, palizzate divelte e distrutte al fine di procurarsi la legna per la brace, piatti e tovaglioli sparsi per le pinete, piante della macchia mediterranea totalmente distrutte.
È questo il regalo che l’avventore palermitano lascia agli abitanti della frazione che lo ha ospitato, che trasforma la festa della primavera in un funerale della natura, che fa nascere rabbia e scoraggiamento in chi ama e vuol far qualcosa per la rivalutazione del territorio.
Questa volta l’appello non va agli amministratori ma a quei cittadini “evoluti” che non sanno ancora cosa sia un contenitore dei rifiuti e cosa sia il rispetto per il posto in cui si vive!
Concludo con la frase simbolo del flash mob che si è tenuto lo scorso ferragosto a Mondello: “Caro palermitano, a munnizza ieccala a to casa!”







