L’assenza di Massimiliano Lo Biondo, esponente e consigliere comunale del Partito Democratico, alle operazioni di voto per la scelta del candidato sindaco della coalizione di centro sinistra tenutesi ieri, non è passata certo inosservata. Se per molti era attesa, comunque ha dato spazio ad interpretazioni e a congetture su quale significato politico potesse avere.
E’ lo stesso Lo Biondo, in una lettera inviata in redazione, a svelarne le motivazioni.
“Gentile Direttore, ancora una volta le domando la possibilità di fruire del vostro spazio.
Questa volta la ragione che mi muove a farlo è la “notizia”, se così si può definire, della mia non presenza/ partecipazione alle “primarie di coalizione”.
E fondamentalmente è la ragione di essere stato tirato in ballo, mio malgrado, da un susseguirsi di storie reali o marziane, che in questi giorni ho sentito, che mi sono state raccontate o che addirittura ho avuto modo di leggere sulle pagine dei social network.
Comunque un calderone, fatto di affermazioni e presupposizioni, soprattutto quelle avvenute domenica 2 marzo, rispondenti al vero o talora tendenziose, mosse comunque argutamente, che oggi mi spingono a esporre pubblicamente la ragione della mia non presenza.
Ma per fare ciò è per me imprescindibile compiere qualche passo indietro: primarie di partito del 13 ottobre!
A distanza di 48 ore circa dalla chiusura di quelle registrazioni, si registrò un vero e proprio boom d’iscritti online: da 1800 circa si passò a 3884. Stiamo parlando di circa 2084 iscritti in 48 ore circa. Ovvero una media di circa 43 iscritti per ogni ora.
Un dato emozionante visto che Monreale non conta un numero di abitanti pari a quello di metropoli come Milano, Roma, Napoli…!
Ma fatto noto è che poi, alla fine, a votare furono 2064 cittadini (nonostante la grande mobilitazione..!): mancarono all’appello 1820 cittadini registrati.
Davvero singolare che il 46% degli iscritti non si recò ai gazebo: eppure quel giorno c’era il sole, ivi una passeggiata domenicale poteva essere piacevole!
E tra le persone iscritte, ancora, anche chi all’estero o chi solo in un “secondo momento” seppe “telefonicamente” di essere stato registrato.
Ma in quel giorno una cosa mi toccò e mi segnò: tra le oltre 100 persone che ci informavano di non essere state accettate a votare (si erano recate ai gazebo perché registrate con tanto di firma in calce), è stato impedito di votare al fratello di mio padre, a una mia cugina che pochi giorni prima aveva partorito, a miei diversi cugini che portano il mio stesso cognome.
Fatto, tra l’altro, confermato in maniera molto sibillina da chi durante la diretta streaming, nella premessa, si accingeva a proclamare il risultato….(..e tengo a mettere in evidenza che domenica 2 marzo, invece, seppur per un breve lasso di tempo, sono state riaperte le iscrizioni e quindi accettate a votare persone non iscritte entro i termini invece previsti).
Tutto questo mi ha offeso e segnato umanamente!
Quel giorno, nel corso delle votazioni, tentammo di far capire che la non registrazione online (sottolineo che mai ho saputo ne conosciuto il nome del programmatore di quel sito.!) era un e(o)rrore del sistema informatico: noi avevamo la registrazione cartacea, e forti di quella registrazione, amici, parenti e sostenitori, erano tutti lì per votare…
Ma nonostante tutto questo, e le inevitabili fibrillazioni scaturite in quei giorni, decisi di mantenere il mio stile: niente polemiche!
Niente mi avrebbe fatto dimenticare la crudezza e la freddezza umana di quel giorno!
In mente solo la voglia di ridare entusiasmo e grinta.
Voglia immutata anche quando è stata resa nota la cancellazione della registrazione online: ora tutto cartaceo!
Così, prima di ripartire e metterci la faccia, decisi di attendere la smentita di tutte quelle voci secondo cui quella sconfitta era stata già scritta in qualche pizzeria.
E cosa quindi attendevo? Semplicemente l’autorevolezza di una leadership!
Magari un confronto, una iniziativa pubblica, la raccolta delle firme nelle piazze e nelle frazioni.
Niente di niente!
Eppure di ragioni ve ne sono state per il mio partito promuovere e organizzare iniziative pubbliche: la questione dei rifiuti e dei debiti dell’ATO PA2, delle bollette della TARES (non dimentichiamo che prima sono state inviate le bollette e solo dopo è stato approvato il regolamento comunale), il piano regolatore generale, il piano economico di rientro, il centro storico, la viabilità, la forestazione, i precari, le attività produttive.
Ma niente di tutto questo! Niente!
Così ho atteso invano un segnale che non è mai arrivato.
Ma allo stesso tempo ho deciso di continuare a svolgere il mio ruolo di consigliere comunale per la gente, per un partito cui sono legato e una città che nonostante le sue grandi contraddizioni non smetterò mai di amare!
Ma alla luce delle mie ragioni credo sia comprensibile la mia non presenza alle primarie di coalizione”.
Massimiliano Lo Biondo