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La Mafia contro il Comitato Pioppo Comune

“Uno (ragazzo N.d.R.) di venticinque anni, capelli ricci e neri, gli fu incendiata la casa di campagna. Libranti, mi disse <<così vediamo se continua a romperci i cogli… con questa storia di Pioppo Comune a sé>>”.

Questo è l’agghiacciante retroscena riportato dal mensile “S”, a firma di Riccardo Lo Verso, e svelato da Giuseppe Micalizzi, l’uomo che si è pentito dopo essere stato arrestato lo scorso aprile con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, nell’ambito dell’operazione “Nuovo Mandamento”. 

I fatti risalgono all’anno 2010. A Pioppo si era già svolto il referendum popolare per far diventare la frazione di Monreale comune autonomo. Il quorum non fu raggiunto nonostante il grande impegno messo in campo dal Comitato Pioppo Comune, formato da un folto gruppo di ragazzi.

Senza indugio, venne bruciata la casa di campagna di un giovane attivista del Comitato, allora venticinquenne. “Politicava” troppo quel ragazzo dai capelli ricci e neri, secondo Giuseppe Lucido Libranti, e, con l’intimidazione subita, non avrebbe più disturbato gli affari e gli interessi della Cosa Nostra locale.
Libranti, anch’esso arrestato durante l’operazione Nuovo Mandamento, come ha rivelato Giuseppe Micalizzi, deteneva il comando di Pioppo.

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