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Caro Salvino ti scrivo …

Caro Salvino, in tanti ti vogliono ancora bene e non dimenticano i tuoi “insegnamenti”

Salvino,

sono passati due anni da quando il covid ti ha strappato ai tuoi più cari affetti. Due anni spesso sono un tempo sufficiente per farsi una ragione della perdita di una persona cara. Eppure in tanti, ancora adesso, non riusciamo a credere che tu non ci sia più. A volte passando dal “canale” e vedendo gruppi di persone in attesa di salire al sindacato, dietro le insegne della Camera del Lavoro, mi sembra di intravedere la tua sagoma in attesa di affrontare i problemi dei tuoi assistiti, o come spesso li chiamavi tu, dei tuoi “parrucciani”. Anche quando giungo in piazza, vedendo i tuoi amici e compagni di una vita, ho la sensazione che tu possa arrivare da un momento all’altro. Puntualmente vengo anticipato da Lillo o Andrea o il prof. Aricó ed anche altri, pronti a manifestarmi il vuoto da te lasciato: “che Salvino non c’è più si sente; eccome se si sente” – dice uno -. “Si sente la mancanza di un dirigente di esperienza e coerenza come Salvino. Meglio che vi date una smossa ad aprire gli occhi in questo partito”. Ed ancora un altro: “Aveva ragione Mirto a non voler sostenere questo sindaco e questa amministrazione ipocrita e di falso civismo, maschera della peggiore destra”.

Vedi, caro Salvino che te la ridi sotto i tuoi baffi, in tanti ti vogliono ancora bene e non dimenticano i tuoi “insegnamenti”. Personalmente, anche quando tu eri in vita, lo ricorderai bene, ho contrastato questo modo di vedere e questo tuo convincimento. Invece, ora a distanza di due anni, credo che tu avessi pienamente ragione. In effetti, come i grandi dirigenti politici di un tempo, hai avuto la capacità di vedere lontano e di giungere a conclusioni vere molto prima che altri ci arrivassero. Ripensando ad alcuni confronti con te, a volte dai toni accesi, anch’io sono giunto alla conclusione che non si possono fare accordi con persone che non conoscono il valore della lealtà, della parola data né di una forte stretta di mano.

Degli errori di valutazione che ho fatto, caro Salvino, sento il dovere di scusarmi intanto con te, che avevi visto bene, e di certo ti assicuro che proverò a recuperare. Ora immagino la tua soddisfazione per questo risultato. In effetti, pure da lassù riesci a far pesare il tuo punto di vista. Ma adesso, bisognerà recuperare in noi almeno un po’ della tua grande passione e ripartire con grande lena, anche senza le tue strigliate.

Al prossimo congresso per la prima volta non ci sarai. Ma non dimenticheremo che hai dedicato gran parte della tua esistenza al servizio delle persone più umili, del partito e del sindacato in cui hai militato sempre dalla stessa parte, lontano dalle pratiche mercenarie e di trasformismo cui spesso ci tocca assistere.
Come ho già avuto modo di scrivere e dirti, proveremo a non disperdere il tuo enorme contributo e la memoria del tuo esempio. Certamente con molte più ragioni di prima!

Tonino Russo, ex deputato nazionale PD

2 Commenti
  1. Giuseppe scrive

    Il ricordo di un compagno, amico appassionato e leale. Ciao Salvino.

  2. Nino porrovecchio scrive

    Leale, battagliero, cocciuto, lungimirante, onesto. chi fa’politica dovrebbe avere questi pregi purtroppo a Monreale da quando è venuto a mancare salvino e diventata merce rara!!!!

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